Nota dei parlamentari umbri Virginio Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Stefano Lucidi, Valeria Alessandrini, Barbara Saltamartini, Luca Briziarelli, Simone Pillon.

“Gelida come un vento che arriva dal nord Europa è arrivata la notizia di una decisione che Manfred Kaufman CEO di Jindal Films Europe che controlla Treofan Italia, ha già dichiarato come irrevocabile. Il sito di Terni è in liquidazione, anche se le lettere di licenziamento non partiranno subito. Sono queste le parole offensive che abbiamo ascoltato durante la teleconferenza organizzate dal MISE sulla vicenda del sito industriale ternano. Il motivo della scelta appare evidente: arraffare una quota di mercato ed eliminare un eventuale futuro concorrente. Quindi non vendere, ma chiudere.

Tra le pieghe della discussione molto accesa ieri, il CEO Kaufmann, si lascia scappare che è stato già nominato il funzionario liquidatore, e che a partire da una relazione giuridica analizzata hanno ben chiaro lo scenario sia politico che giudiziario al quale vanno incontro. Ma loro tirano dritto lo stesso, lasciando lavoratori e famiglie nel dubbio di non sapere neanche a quale tipo di ammortizzatore sociale avranno diritto da qui a Natale, nonostante una decisione scellerata presa da chissà quanto tempo.

La sceneggiata è accompagnata infine da una nota tecnica, Treofan chiude la trimestrale in rosso e quindi è costretta a liquidare. Una trimestrale in rosso dopo 10 mesi di Coronavirus in tutto il mondo. Una presa in giro per ogni manager d’azienda degno di questo nome. È evidente che questa proprietà vada fermata, come detto ieri in riunione, con ogni mezzo a nostra disposizione. E così faremo.

Chiederemo al Governo e al Ministero dello Sviluppo Economico di uscire dal torpore degli ultimi anni, evitando di ripetere sempre le stesse soluzioni, annunciate da mesi e mai messe in pratica. Occorre trovare delle soluzioni alternative, sia di carattere economico che politico-istituzionale, che difendano gli interessi a questo punto non soltanto dei lavoratori e delle loro famiglie ternane, ma degli italiani tutti”.