La chiusura temporanea del reparto Covid di Medicina d’urgenza dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, ora riaperto dopo la sanificazione, conferma i dubbi sollevati già all’inizio del mese di ottobre dal Movimento 5 Stelle sulla riorganizzazione dei reparti a causa dell’emergenza. La positività riscontrata su tre infermieri è l’ennesima dimostrazione di come la mancanza di tamponi sugli operatori sanitari effettuata con regolarità, comporti dei rischi per la sicurezza del personale e per l’ulteriore sovraccarico del sistema sanitario.

E conferma quanto fossero fondati i dubbi sollevati in consiglio comunale dai consiglieri Rosangela Marotta e David Fantauzzi circa la decisione di aver collocato un altro reparto Covid al terzo piano dell’ospedale, accanto a quelli di Oncoematologia e Pneumologia, zone altamente vulnerabili separate semplicemente da una porta. Più logico e meno rischioso sarebbe stato adibire l’area Covid interamente al piano terra dove si trovano triage, Tac e appunto Medicina d’urgenza. Chiediamo inoltre l’accurata verifica dei protocolli di ingresso dei parenti dei pazienti dei reparti di Pneumologia e Oncoematologia per evitare il rischio che eventuali positivi asintomatici non controllati possano infettare personale e altri malati. Un rischio concreto considerando la carenza di personale, già stremato da turni estenuanti e costantemente a rischio di infezione. Assolutamente prioritario da questo punto di vista è garantire nuove assunzioni in una logica di turn-over quanto mai necessario per impedire che, in casi come quello capitato ai tre infermieri di Foligno, il personale sanitario non vada in burn out.

Il M5S già dalla prossime ore avvierà un’azione congiunta, in consiglio regionale e in consiglio comunale per chiedere un’urgente riorganizzazione dell’ospedale di Foligno volta a tutelare lavoratori e cittadini, garantendo i livelli minimi di sicurezza. Non possiamo permetterci in alcun modo un collasso del sistema sanitario per inadeguatezza organizzativa.