Per Leopoldo Di Girolamo sono stato un avversario inflessibile, ma sicuramente più leale di tanti falsi compagni di partito. Basta guardare tra coloro che sbraitano contro i presunti giustizialisti mentre ieri si muovevano nell’ombra per mandare il Comune in dissesto. Tra questi, alcuni accompagnano oggi persino la carriera politica dell’ex presidente Catiuscia Marini. Non intendo entrare in polemica con chi ha la vana pretesa di seminare zizzania in una nuova stagione politica, anzi voglio rassicurare che non sono affatto cambiato. Oggi come ieri sono un convinto garantista. Garantista nei confronti dei cittadini verso chi ha l’onere costituzionale di rappresentare le istituzioni con disciplina e onore.

Chi era con me in quella consiliatura sa che non ho mai pensato che esistesse un partito degli onesti e uno dei disonesti. Ho solo sempre ritenuto doveroso il rispetto della legge, soprattutto quando si parla di diritto alla salute in un ambiente salubre, di parità di diritti, tutela del lavoro e qualità della vita dei cittadini. L’azione amministrativa si concretizza attraverso l’affidamento dei servizi. Ho sostenuto sempre, anche con durezza, che i bandi vanno scritti favorendo la concorrenza e la massima partecipazione dei titolari dei diritti e delle rappresentanze dei lavoratori, nelle scelte politiche e nel monitoraggio, inserendo clausole di salvaguardia per combattere la precarietà dei cambi d’appalto. In queste priorità politiche le proroghe non sono lo strumento per tutelare i lavoratori, anzi.

Ho sempre detto questo a prescindere da chi fosse a governare, perché parliamoci chiaramente, su questo fronte con l’avvento del centrodestra nel Comune di Terni ed in Regione alcune cattive prassi non sono per nulla cambiate. Basti solo vedere i servizi socio-sanitari, i servizi educativi e quelli inerenti le pulizie degli uffici comunali. Personalmente non solo rivendico l’impegno profuso in quella stagione politica, ma rivendico convintamente il percorso svolto unitamente al nostro gruppo consiliare e agli attivisti. Donne e uomini che hanno dato il massimo e tutt’oggi danno il massimo perché Terni così come l’Umbria abbiano una coscienza critica.

In questa fase probabilmente qualcuno è stato soggiogato da una memoria selettiva che porta a dimenticare le parole dall’allora governatrice della Regione Umbria Catiuscia Marini, quando nel momento più difficile per il Sindaco di Terni più che dimostrare un atteggiamento garantista e far sentire il suo appoggio, preferì usare la prudenza: “Non spetta al Presidente della Regione dire se ci sono le condizioni politiche perché un sindaco eletto direttamente dai cittadini, una maggioranza politica del consiglio comunale che si è assunta l’impegno con gli elettori per il governo della città, e le forze di opposizione che sono chiamate anch’esse alla responsabilità istituzionale pur nella dialettica del confronto e della alternatività della proposta politica, possano assicurare risposte concrete alla città. Tali decisioni possono essere assunte esclusivamente dal sindaco che valuterà anche con la sua maggioranza le condizioni della prosecuzione dell’azione di governo”.