“Sono falliti e naufragati, incappati nel voto di una maggioranza cieca, i tentativi di salvare la Camera di Commercio di Terni. L’approvazione, senza emendamenti, del Decreto Agosto, rende effettiva la fine dell’ente ternano ed il suo conseguente accorpamento con quello di Perugia. Il governo, con questa decisione scellerata, sta dimostrando, ancora una volta, come non tenga affatto conto delle realtà territoriali”.

Così il gruppo consiliare della Lega al Comune di Terni, interviene sull’accorpamento della Camera di Commercio di Terni con quella di Perugia.

”Il M5S coadiuvato e supportato da un PD che ogni giorno lo sta erodendo, succhiandogli linfa, spogliandolo dei suoi principi fondanti – affermano i leghisti – continua con la decapitazione degli enti medi. Quest’oggi la vittima illustre è la Camera di Commercio di Terni, con tutte le problematiche che ne conseguiranno per l’economia della nostra provincia, a chi toccherà in seguito? In questo modo, il nostro territorio viene per l’ennesima volta, privato dei suoi centri decisionali, un processo di depauperamento, che era iniziato anni fa con i precedenti governi di sinistra, sia a livello nazionale, regionale che locale”.

“Queste forze politiche – continua la nota – sono così spinte dal loro furore ideologico, volto a scomporre l’ordine istituzionale, che hanno come obiettivo far venir meno tutto ciò che è democraticamente eletto.

Per mera pubblicità vogliono mettere a tacere tutti gli istituti democratici, tutto ciò che è elettivo e rappresentativo, utilizzando il grimaldello, mediaticamente efficace, della riduzione della spesa pubblica”.

“Vogliamo ricordare, a chi ci governa -aggiungono dalla Lega – che il vero risparmio non si ha castrando la democrazia e riducendo i presidi che tutelano un territorio, ma tagliando e semplificando la macchina burocratica, colma di figure apicali figlie della vecchia politica e non si ha affatto, aumentando gli stipendi dei presidenti degli enti statali.

Va semplificata, sfoltita e resa più efficiente la giungla della burocrazia, che negli anni è diventata sempre più impervia, con il moltiplicarsi di costi, leggi, norme e regolamenti, che gravano sulle tasche dei cittadini e li ostacolano nella loro libera impresa”.

“L’esecutivo nazionale – concludono – non sta tagliando o riducendo i costi vivi che sono costretti a subire le imprese, ma, in maniera irresponsabile, sta attaccando il potere decisionale e democratico di un territorio, e Terni, in un momento come questo, non se lo può permettere”.