“Nella trattativa per la cessione di Ast Terni, la ThyssenKrupp deve avere il Governo nazionale come primo interlocutore, adesso basta fare da spettatori passivi alle scelte determinanti che riguardano il nostro Paese. L’Italia riacquisti il suo ruolo centrale in Europa”. Non usano mezzi termini i parlamentari umbri della Lega, Virginio Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Barbara Saltamartini, Stefano Lucidi, Valeria Alessandrini, Luca Briziarelli, Simone Pillon. “Ancora una volta siamo costretti a dover alzare la voce per far sì che il Governo metta da parte ogni condizionamento proveniente dagli alleati europei e sia parte attiva di una compravendita che non può essere circoscritta ad un “affare tra privati”, ma che deve essere considerata in un panorama più ampio per le ripercussioni che potrà avere sull’intero sistema produttivo umbro e nazionale. In un contesto come quello attuale, dove il rilancio del tessuto economico fortemente provato dalle conseguenze della pandemia, dovrebbe essere al centro dell’agenda dell’esecutivo nazionale, non possiamo permetterci un depauperamento dei volumi di affari o una perdita del ruolo di centralità nel mercato mondiale dell’acciaio da parte dell’azienda ternana. La stessa Ast Terni, grazie ad un emendamento della Lega già approvato, rientra nei siti strategici all’interno della golden power e dunque il Governo, se vuole veramente difendere un asset strategico nazionale, ha tutte le carte per farlo.

Queste dovrebbero essere le prerogative di una trattativa degna di tale nome che coinvolga anche rappresentanti dei lavoratori e istituzioni locali e sulla quale il Governo è chiamato a vigilare, nell’obiettivo primario di salvaguardare i volumi produttivi e occupazionali. Allo stesso tempo chiediamo di non tenere il territorio all’oscuro di tutto, ma renderlo consapevole e partecipe delle scelte che verranno fatte”.