La galleria dei sindaci di Terni, ospitata nella sala Antonella Baioletti, all’interno della residenza municipale di Palazzo Spada, si è arricchita di un nuovo ritratto, quello di Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni dal giugno 2009 al febbraio 2018.

L’affissione del ritratto realizzato dall’artista Luciano Crisostomi, è avvenuta stamane in una breve cerimonia che ha visto la partecipazione, oltre che dell’ex primo cittadino, dell’attuale sindaco Leonardo Latini, del presidente del consiglio comunale Francesco Maria Ferranti e del vicepresidente Francesco Filipponi.

“Questa carrellata di ritratti – ha detto l’attuale sindaco Leonardo Latini – è la storia della città in quanto sono le immagini delle persone che hanno dato parte della loro vita alla città. Fare il sindaco è un servizio alla comunità ed è giusto che la città riconosca e rammenti chi ha fatto sacrifici per rispondere a questo impegno, provenendo magari anche da percorsi diversi, come ha fatto il senatore Di Girolamo. Il sindaco è un impegno molto rilevante, è l’interfaccia con la comunità, spesso gravato dai vari governi di ruoli e di incombenze ai quali non è facile rispondere soprattutto quando non si hanno gli strumenti per farlo. Ringrazio Leopoldo Di Girolamo per la sua presenza che è andata al di là del suo essere persona schiva”.

“E’ la prima volta che rientro a Palazzo Spada dalle mie dimissioni – ha spiegato da parte sua l’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo – ho voluto esserci a una cerimonia che segna una tradizione che è di Terni ma anche di altre città. Condivido quello che ha detto il sindaco Latini, il primo cittadino di una comunità è una figura particolare, è difficile fare il sindaco. Chi fa il sindaco chiaramente ha un suo percorso politico ma quando si arriva a indossare la fascia si è il sindaco della città nel suo complesso e si è mossi dall’intento di rispondere ai bisogni complessivi della propria comunità, senza essere partigiano”.

“Anche con questa piccola cerimonia istituzionale – ha aggiunto il presidente del consiglio comunale Francesco Maria Ferranti – si vuole testimoniare che in questa città, che pure è stata caratterizzata da momenti politici all’insegna di una netta contrapposizione, c’è comunque la volontà di collaborare nell’interesse supremo di Terni e della sua comunità”.