Il consigliere regionale del Pd Fabio Paparelli annuncia un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta per “conoscere le tempistiche riguardanti la fine dei lavori per la sistemazione e l’ampliamento del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Terni e per sapere se le notizie di stampa relative al fermo e alla riprogettazione dei lavori di oncologia corrispondano al vero, quindi per conoscere le tempistiche per l’avvio e la conclusione dell’ampliamento e dell’adeguamento degli spazi dedicati all’oncoematologia ed oncologia, che si ritiene debbano essere celeri al fine di venire incontro alle esigenze di centinaia di utenti e pazienti”.

“All’ospedale di Terni – spiega Paparelli – il 2 settembre sono iniziati i lavori di ristrutturazione dei locali che ospitavano una sezione di area medica al piano terra del corpo centrale (lato sud ovest). Il trasferimento della struttura sarebbe stato fatto per liberare spazi ai fini dell’ampliamento della clinica di Malattie infettive, per il Covid-19, confermando così di voler caricare l’ospedale di Terni della maggior parte dei futuri contagiati che necessitino di ricovero, con grave danno per la normale attività di ospedale di eccellenza e conseguente perdita di fatturato, nonché allungamento delle liste di attesa. I lavori interesseranno una superficie di circa 560 metri quadrati, che comprende principalmente l’area dedicata alla terapia (4 stanze) e alla degenza (2 posti), un locale archivio, ambulatori e studi medici, sala prelievi, stanza infermieri, servizi igienici e un

locale dedicato al Cup di secondo livello, con apertura per il pubblico verso l’attuale sala di attesa. Oltre alle opere murarie, al rifacimento dei rivestimenti ed alla tinteggiatura di tutti i locali con materiali ecologici, l’intervento prevede l’adeguamento dell’impianto elettrico in funzione delle nuove destinazioni d’uso e la realizzazione di un nuovo impianto per gas medicali. Insieme al reparto si sposterà anche l’area di ricerca. I lavori cominceranno solo dopo che tali spazi, finora occupati dall’Oncoematologia, saranno stati liberati, potendo così l’azienda ospedaliera Santa Maria avviare le procedure per l’ampliamento dell’attuale reparto di malattie infettive al fine di incrementarne i posti letto, per gli scopi di cui sopra. Ciò finisce, ancora una volta, per rallentare l’ampliamento necessario del reparto di oncologia e degli spazi destinati all’attesa per pazienti particolarmente ‘fragili’ che necessitano di una accoglienza adeguata. La recente esperienza vissuta nella gestione della fase più critica dell’emergenza Covid ha infatti evidenziato la necessità di dotare la città di un area come l’ex milizia, ad oggi inutilizzata e in parte pronta per lo scopo, o quantomeno creare un’ area di malattie infettive esterna al corpo ospedaliero centrale, il quale dovrà restare pulito da qualsiasi evento epidemico, lasciando l’ospedale Covid-free, per non tornare a penalizzare la regolare attività chirurgica e assistenziale a favore dei pazienti con altre patologie. Per quanto sopra espresso il reparto di oncologia dell’ospedale di Terni necessita al più presto dell’avvio improcrastinabile dei lavori di ampliamento progettati fin dal 2015 e assegnati ad una ditta già lo scorso gennaio 2020, dopo un iter lungo e complesso anziché, come appreso da notizie di stampa, una improbabile rivisitazione della progettazione su mandato della direzione generale, che produrrà ulteriori spese ed allungamento dei tempi per l’ampliamento di oncologia, con centinaia di pazienti ed utenti che attendono, al contrario, risposte immediate. Sarebbe grave un ritorno al punto di partenza iniziale, considerato il contributo stanziato da ormai 4 anni dalla fondazione Carit e gli oltre 100mila euro già spesi per la progettazione, quando invece occorrerebbe far partire subito il cantiere”.

In conclusione, Paparelli ricorda che “è partita la sperimentazione dei vaccini Covid-19 e entro febbraio, a quanto si apprende dalla comunità scientifica, dovrebbe iniziare la somministrazione dello stesso. L’esperienza maturata in materia di cure e terapie dovrebbe evitare ulteriori sovraffollamenti degli ospedali, anche considerando che la Regione intende, nonostante le polemiche e gli approfondimenti in corso, procedere con la realizzazione dell’annunciato l’ospedale da campo”.