Una nuova legge sui canoni idroelettrici per destinare sul territorio risorse che al momento vengono spese altrove e coprire così i costi delle attività del consorzio di bonifica Tevere Nera. Si può agire subito, ci sono vari strumenti per farlo e questo è quello che garantirebbe un più efficace contrasto al dissesto idrogeologico e annullerebbe l’iniquità fiscale tra chi paga e chi no. Una battaglia che il Movimento 5 Stelle continua a portare avanti dicendo basta ai balzelli imposti solo ad alcuni cittadini. Serve uniformità perchè tutti hanno uguali diritti e di conseguenza vanno cambiati radicalmente i criteri in materia di tributi legati alla bonifica del territorio regionale. Sicurezza idraulica e manutenzione del territorio non possono andare a discapito solo di cittadini che vivono in alcune fasce del territorio.

Nella provincia di Terni 33 comuni su 33 pagano la tassa, mentre nella provincia di Perugia sono soltanto 16 su 59. Vorremmo sapere come sono stati spesi su Terni 15 anni di canoni idroelettrici (dal 2000 al 2016) e visto che dopo è stata cambiata la legge crediamo che i cittadini di questo territorio abbiano già dato. Alle responsabilità delle precedenti giunte si sommano quelle dell’attuale amministrazione leghista che da una parte invoca l’abolizione della tassa ma dall’altra non fa nulla pur occupando il governo della Regione. I consorzi di bonifica hanno il potere di imporre ai propri consorziati contributi di natura tributaria, ma nei territorio dove non operano i consorzi le funzioni sono esercitate da enti della Regione le cui spese di funzionamento ricadono nella fiscalità generale. Una nuova legge che destini i canoni dell’idroelettrico a coprire i costi delle attività del consorzio rappresenterebbe il miglior modo per garantire un criterio di legalità ed uniformità per tutti i cittadini.