La connessione veloce come diritto di cittadinanza. Per questo – scrive in una nota il consigliere regionale del M5S Thomas De Luca – ci faremo promotori, nell’ambito della Commissione per le riforme statutarie, di inserire il diritto di accesso alle reti info-telematiche all’interno dei principi programmatici dello Statuto della Regione Umbria. Crediamo che infrastrutture e competenze digitali debbano essere al centro della ripartenza dell’economia umbra. Affinché i territori e le comunità possano essere protagonisti della rinascita della regione.

Per fare questo – aggiunge – è necessario colmare in tempi rapidi lo scarto del digital divide intra-regionale, garantendo l’accesso internet come requisito essenziale di inclusione sociale ed incrementando il livello di alfabetizzazione informatica dei cittadini nelle dinamiche lavorative e nelle relazioni con la PA. Per De Luca la connettività è ormai un diritto fondamentale. L’accesso a internet deve essere riconosciuto giuridicamente come diritto che permette di rimuovere forme di discriminazione tradizionali basate su censo, situazione economica o disabilità fisiche, e nuove e ancora poco percepite come il digital divide.

Garantire il diritto alla connettività significa garantire pari accesso al lavoro, alla sanità e all’istruzione. Significa creare nuove modalità di lavoro e di sviluppo economico, opportunità per le imprese, ottimizzare l’attività e i rapporti con la pubblica amministrazione. Significa dare ad un territorio quei servizi minimi per consentire alle aziende di sopravvivere ed essere competitive su mercati sempre più digitali. In Umbria sono ancora troppe le zone che non ricevono un segnale stabile per la telefonia mobile e addirittura ci sono località che non ricevono adeguatamente neanche il servizio televisivo.

Non siamo all’anno zero rispetto ad altri – prosegue il rappresentante dei Cinque Stelle – ma è una sfida in cui non possiamo mollare di un centimetro. Secondo Open Polis (elaborazione dati Istat 2019) il 21,30% delle famiglie umbre non ha un accesso internet da casa, un dato tra i più alti in Italia. Di queste il 6,80% dichiara come motivo la mancanza di disponibilità di una connessione a banda larga nella zona, dato più alto in Italia. Tra gli altri motivi ci sono l’alto costo del collegamento e degli strumenti per accedervi, la mancanza di competenze e la minima alfabetizzazione digitale. In Umbria solo il 31% delle famiglie viaggia con una velocità superiore ai 100 Mbps, contro il 55% della Sicilia, il 48% del Lazio o il 46% della Puglia solo per fare alcuni esempi. Su questi ultimi dati è da rilevare poi come ritroviamo il solito ritardo dell’Umbria meridionale: mentre nel comune di Perugia il 68% delle famiglie viaggia in internet con velocità superiore a 100 Mbts a Terni succede solo nel 46% dei casi.

Tutti questi dati si traducono in mancate opportunità, minor attrattività per le aziende, minori servizi per le imprese, anche del turismo, minori strumenti per l’istruzione, per la sanità. Quindi a buon diritto possiamo parlare di una vera e propria discriminazione ai danni dei cittadini e delle comunità. Un elemento quello del digital divide – conclude Thomas de Luca – che dovrà essere considerato in via prioritaria anche nella futura pianificazione delle infrastrutture digitali regionali.