Nasce dalla necessità di fare chiarezza per il bene della città e dei miei cittadini.

Voglio ricordare – scrive Fiorini – che nei primi mesi dell’insediamento del sindaco Latini si parlava di valutare di far tornare l’acqua sotto il controllo pubblico, perché la costituzione del SII nel 2001 – che avrebbe dovuto migliorare la gestione delle risorse ed ottimizzare gli investimenti, insomma avrebbe dovuto ridurre la dispersione idrica e conseguentemente ridurre il prezzo per i cittadini – si è rivelata un altro carrozzone, dove sono stati allocati amici degli amici. La costituzione del S.I.I. è un altro di quei misteri ternani, che meriterebbe molta attenzione da parte degli organi preposti.

Comunque, il risultato della creazione di questo carrozzone è che fa acqua da tutte le parti e così l’attuale sindaco di Terni dopo aver cambiato idea sulla privatizzazione dell’acqua, insieme all’assessore Masselli vorrebbero decidere per tutti facendo un’operazione cosiddetta alla “chetichella” e cioè in quattro e quattr’otto, gestita in segreto, quasi come fosse un argomento di cui non conviene parlare, ecco perché a mio avviso non stanno rispondendo alla mia interrogazione.

Considerando che il Consiglio di amministrazione della società ASM Terni s.p.a. ha deliberato di cedere le azioni detenute nella società S.I.I. S.c.p.A. e che con tale atto lo stesso Consiglio, (Consiglio di Amministrazione della società n° 160 del 25/11/2019), ha richiesto al Comune di Terni l’autorizzazione per procedere alla cessione al valore non inferiore di € 6.041.000,00, con l’interrogazione chiedo di rendere edotto il Consiglio Comunale ed i cittadini tutti, circa le tecniche e le modalità di quotazione utilizzate per la valutazione della società S.I.I. e di conseguenza per la valutazione del pacchetto delle cedenti azioni, precisando se il valutatore ha tenuto o meno in considerazione il fatto che il Comune di Terni, a seguito di questa cessione, perderebbe la maggioranza relativa nell’assemblea degli azionisti della società S.I.I.; circa le modalità con cui è stato scelto il professionista incaricato della valutazione, precisando se lo stesso abbia mai svolto o svolga, direttamente o indirettamente, attività di consulenza nei confronti di una delle società interessate dalla cessione; circa le valutazioni effettuate in merito alle modalità di nomina dei membri dell’organo amministrativo e delle altre necessarie modifiche all’attuale statuto sociale;

circa le valutazioni effettuate dagli attuali amministratori in merito al fatto che la società sia da considerarsi o meno a controllo pubblico, anche in relazione alla deliberazione della Corte dei Conti dell’Umbria in base alla quale gli amministratori pubblici che non attivano iniziative tese alla aggregazione e coordinamento dell’esercizio del controllo pubblico, sono sanzionabili, ex art. 148, comma 4, del Tuel; circa le tecniche e le modalità di quotazione utilizzate per la valutazione della società S.I.I. e di conseguenza per la valutazione del pacchetto delle cedenti azioni.

La parte privata del S.I.I. riconducibile alla società ACEA S.P.A detiene il 25% del capitale, la stessa società che è interessata ad acquistare le quote di ASM.

L’arcano è – si domanda Fiorini – perché ASM ha deciso di punto in bianco di vendere la partecipazione detenuta nella società S.I.I.?

L’incasso derivante dalla cessione della partecipazione potrà cambiare il corso della sua esistenza?

Ricordo che A.S.M. ha un indebitamento di circa 130 milioni di euro, il che mi lascia supporre due cose: che l’incasso derivante dalla cessione delle azioni non cambia la vita di A.S.M. oppure che le sue condizioni sono così precarie da doverci aspettare qualche evento.

Comunque a pagare le conseguenze sono sempre i cittadini più deboli e il nostro territorio, perché il prezzo dell’acqua poi aumenta, considerando che i ternani già pagano l’acqua a peso d’oro. Questa operazione può essere l’inizio di un iter in cui alla fine ACEA prende anche A.S.M. cosi magari poi bruciamo anche i rifiuti di Roma.