La decisione di Ast di non rinnovare i contratti a 17 lavoratori interinali sui 25 totali, ingiustificata benché consentita dalla legge, rischia seriamente di intaccare la salvaguardia dei volumi di produzione ed il mantenimento dei livelli occupazionali dello stabilimento siderurgico ternano.

Su questo argomento, il consigliere regionale del M5S Thomas De Luca, annuncia la presentazione di una sua interrogazione alla Giunta umbra, per chiedere quali strumenti l’ente voglia mettere in campo”.

Si tratta – aggiunge De Luca – di una decisione ingiustificata per non dire provocatoria, in quanto l’azienda avrebbe potuto benissimo ricorrere allo strumento della cassa integrazione a costo zero. Al di là delle rassicurazioni da parte della proprietà, in un momento così delicato dopo l’annunciata intenzione da parte di Thyssen di mettere in vendita lo stabilimento ternano, la decisione di non confermare 17 contratti di somministrazione rischia invece di depotenziare il sito in termini di capacità produttiva e sicurezza dei lavoratori e di lasciare del personale senza alcuna tutela sociale. Chiediamo di sapere se la Giunta regionale è a conoscenza del rischio che tale procedura può provocare e se la Regione Umbria intende aprire un tavolo, un’interlocuzione con l’azienda al fine di preservare tutte le maestranze. L’accordo siglato nel 2019 al Mise prevedeva 2350 occupati, nuovi investimenti e un milione di acciaio liquido. Fermo restando che il Governo ha un piano di salvataggio per Terni come per altri siti produttivi e che il nostro territorio deve aspirare a diventare un polo della manifattura sostenibile, la condizione necessaria affinchè questo avvenga è il mantenimento del livello produttivo e occupazionale. Chiediamo quindi alla Regione se sta valutando o ha intenzione di mettere in campo strumenti atti a garantire un sostegno al reddito per eventuali futuri licenziamenti.