“Mentre a Perugia l’ospedale riparte con l’attività ordinaria, a Terni si continua a combattere in emergenza come se fossimo ancora in piena pandemia. Nell’Umbria che viaggia a due velocità con le politiche sanitarie della Regione, ci sono cittadini di Serie A e cittadini di Serie Z”. Così il capogruppo regionale del M5S, Thomas De Luca, secondo il quale “la marginalizzazione di molta parte dell’Umbria meridionale nelle politiche sanitarie della Regione è chiara ed evidente, se prima Terni era di casa in Umbria, ora possiamo dire che è sull’uscio”.

L’esponente del M5S enumera alcune delle criticità: “dalla carenza strutturale dell’Ospedale Santa Maria di Terni, alla grave situazione dei presidi territoriali con le chiusure di Narni, Amelia, Orvieto e Spoleto, fino al progetto del nuovo ospedale di Narni-Amelia che sembra essere scomparso dai radar. Una situazione esplosiva – evidenzia – che può far deflagrare Terni e l’Umbria meridionale. E pensare che in questa parte si registra la maggiore attrattività, quella che fa guadagnare la nostra sanità, ma gli ospedali sono lasciati all’abbandono”.

“Il progetto del nuovo ospedale in località Cammartana – spiega De Luca – va avanti da trent’anni, con milioni di euro spesi per il progetto esecutivo e adesso che siamo in dirittura d’arrivo la Giunta regionale si trova davanti a dubbi e ripensamenti. Nella risposta all’ultima interrogazione in Consiglio regionale, l’assessore Luca Coletto ha parlato della necessità di rivedere l’intero assetto delle strutture sanitarie. È un peccato che il centrodestra non abbia parlato di questi dubbi ai cittadini durante la campagna elettorale, sarebbe sicuramente stato più onesto. Quando ci si candida a governare una regione bisogna avere le idee chiare e l’umiltà di ascoltare le rappresentanze istituzionali dei territori”.

De Luca ricorda poi che “nel 2017 l’Asl Umbria 2, tolte le aziende ospedaliere, aveva 2,4 posti letto ogni mille abitanti mentre nell’Asl Umbria 1 erano 4,6. È così che la Regione ha raggiunto il limite imposto per legge di 3 posti letto ogni mille abitanti. C’è necessità di aggiornare l’organico a Terni – aggiunge – dove abbiamo reparti chiusi per mancanza di personale. Occorre maggiore interazione tra azienda ospedaliera e Asl di appartenenza per sfruttare le peculiarità del territorio che resta attrattivo per il nord del Lazio e Abruzzo. È necessario rivedere il network della sanità e riaprire subito gli ospedali di Narni, Amelia, Orvieto ed il Pronto Soccorso di Spoleto, la cui chiusura ha portato Terni ad accogliere tutti i malati dell’Umbria meridionale, Foligno compresa proprio mentre a Terni c’era bisogno di posti letto. Il tema del riequilibrio territoriale – conclude De Luca – deve tornare in primo piano nell’agenda politica regionale, nessuno va lasciato indietro”.