“Analizzare attentamente i dati relativi all’indagine sulla qualità dell’aria condotta recentemente da Arpa, che ha evidenziato come, nei mesi di marzo e aprile, e quindi in piena emergenza Covid-19, sia emerso un fenomeno che può riaprire un dibattito sulle cause della presenza di inquinamento nella città di Terni e nell’intera Conca Ternano-Narnese”: lo ha chiesto il consigliere regionale del Pd, Fabio Paparelli nel corso della prima seduta della Commissione di Inchiesta sulle ‘condizioni di inquinamento dell’area Ternana e del Narnese’, presieduta da Francesca Peppucci (Lega) e nella quale ricopre la carica di vice presidente.

“A seguito di questa ricerca condotta dall’Arpa – spiega Paparelli – sono stati analizzati i dati relativi alla qualità dell’aria, a Terni e nella Conca Ternano-Narnese, in condizioni del tutto eccezionali, ovvero, durante l’emergenza e il relativo lockdown disposto dal Governo, che ha comportato la chiusura delle attività produttive, comprese quelle più rilevanti come Ast, e il sostanziale azzeramento del traffico. Come noto lo studio dell’Arpa ha preso in considerazione il particolato Pm10,

Pm 2,5 e il biossido di Azoto, rilevando nelle centraline di Borgo Rivo, Carrara e Narni Scalo, tra il 5 marzo al 19 aprile, dei livelli di inquinamento che si attestano quasi sugli stessi livelli dello stesso periodo del 2019″. Per Paparelli, “la particolarità di questo studio può diventare un elemento fondamentale da cui ripartire per analizzare il fenomeno dell’inquinamento nell’area ternana, e la stessa Commissione di inchiesta – conclude – deve poter indagare e approfondire i diversi aspetti e conseguenze di questo fenomeno, insieme a tutti i soggetti preposti, al fine di comprenderne appieno le cause e scrivere nuove pagine legate alla questione ambientale e a nuove politiche correlate”.