“Nonostante siano trascorsi più di tre mesi dall’esplosione dell’epidemia di COVID-19 in Cina e più di un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Italia, a tutt’oggi i medici di base nella città di Terni sono costretti a lavorare senza adeguati dispositivi di protezione individuale”.

E’ quanto scrivono in una propria nota, i consiglieri comunali del gruppo “Uniti per Terni” Paola Pincardini, Emanuele Fiorini, Valdimiro Orsini, Anna Maria Leonelli.

“Secondo le indicazioni per proteggersi dal contagio da coronavirus – spiegano – ogni operatore sanitario, che può venire a contatto con un paziente contagioso, deve essere provvisto di mascherina omologata, Ffp3, camice monouso, guanti e occhiali di protezione.

Ad oggi ai medici di base è stata fornita una sola mascherina, che dovrebbe essere cambiata al termine della visita di ciascun paziente.

Ci appare evidente come tale situazione non solo non contrasti il contagio da coronavirus, ma anzi potrebbe renderlo più probabile. I medici di base, infatti, potrebbero essere inconsapevoli vettori, oltre a rischiare di ammalarsi e/o fare ammalare i propri cari.

Laddove a seguito di triage telefonico da parte del medico di base si renda necessaria una visita al paziente, non è escluso che lo stesso non sia affetto da coronavirus, propagando così la diffusione.

Per tali ragioni – concludono i consiglieri comunali di Uniti per Terni – vorremmo sapere quante mascherine sono state richieste dall’Asl Umbria2, per quale motivo non sono state fornite a sufficienza ai medici di base, così come gli altri dispositivi di protezione individuale; se e quali iniziative ha adottato o intende adottare il Sindaco di Terni, quale massima autorità sanitaria della città, per far fronte a questa condizione emergenziale”.