Ampia discussione, nel corso della seduta di questo pomeriggio del consiglio comunale di Terni, sulla situazione finanziaria dell’Ente.

I gruppi consiliari M5s, Uniti per Terni, Pd, Terni Immagina, Senso Civico, infatti, hanno chiesto la convocazione di un consiglio per discutere in merito al disavanzo di amministrazione e alle valutazioni della Corte dei Conti che ne ha rimesso in discussione l’entità, con particolare riferimento alla competenza sui fondi vincolati. Ai sensi dell’art.39 comma 2 del Tuel, il Presidente del Consiglio è tenuto a riunire l’assemblea entro il termine non superiore a 20 giorni.

Ecco alcuni degli interventi del dibattito che non prevede la votazione di atti.

Federico Pasculli (M5s): “Vogliamo sapere quale sia la situazione dell’Ente, vorremmo comunicazione dagli amministratori, non sapere quale sia lo stato finanziario del Comune dai giornalisti o dal protocollo del Comune.

Il dissesto sarebbe a 12 milioni vista la situazione analoga di altri comuni anch’essi in dissesto. In particolare sull’utilizzo del fondo vincolato. Noi crediamo che si siano verificati degli errori sui residui. Servono chiarimenti sugli schemi allegati al bilancio. Noi concordiamo su quanto rilevato dalla sezione del Piemonte della Corte dei Conti. Abbiamo chiesto che ci venisse concesso un chiarimento in merito alla situazione del reale disavanzo post dissesto che riguarda il nostro comune, è dovere dell’opposizione e con tale atto rivendichiamo la dovuta trasparenza, tanto è vero che al di là di ogni polemica abbiamo formalizzato alcune domande che poi dovranno avere necessariamente risposta. Inoltre abbiamo presentato un atto di indirizzo per chiedere che ogni documentazione o comunicazione relativa alla fase post dissesto ci venga inoltrata prontamente, anche se tale atto non è stato votato nell’immediato per scelta della maggioranza che ha bocciato l’inserimento immediato, evidentemente si vuole essere trasparenti ma non con troppa fretta. Il nostro interesse è quello di mettere al sicuro la città di ennesime situazioni che possano ricadere in maniera negativa sulle spalle dei cittadini..”

Valdimiro Orsini (Uniti per Terni): “Alcune sentenze della Corte dei conti con casistiche analoghe annunciano difficoltà elevate. Il disavanzo attuale finora certificato è di quasi quattro milioni da ripianare in tre anni. L’interpretazione del ministero va in contrasto con quanto deliberato dalla Corte dei conti del Lazio. L’anticipazione di tesoreria non rimborsata va gestita nel bilancio ordinario del Comune. I fondi vincolati non sono stati ricostituiti con le prime entrate. Inoltre i residui dei mutui sono stati messi nella gestione della Osl per abbattere la massa passiva? Sono convinto che la Corte dei Conti farà un lavoro preciso di interpretazione”.

Nel dibattito è intervenuto l’assessore al Bilancio Orlando Masselli che ha fornito alcuni elementi per il prosieguo del dibattito stesso e per dare la versione dell’Amministrazione Comunale: “Credevo di essere stato chiaro nei mesi scorsi. Avrei preferito un chiarimento in aula non sui mezzi di comunicazione. Non c’è soluzione di continuità nei vari anni. Il 31 dicembre 2017 disavanzo della amministrazione era di 61 milioni. Le amministrazioni successive hanno fatto un utile di 8 milioni, che ha consentito di abbassare a 52 milioni il disavanzo che comunque resta creato dalle precedenti amministrazioni. Abbiamo chiesto al ministero degli Interni dipartimento affari interni e territoriali un parere su come attribuire una serie di poste del disavanzo, il ministro a settembre e ottobre ci ha consentito di rideterminare il disavanzo a quasi 4 milioni.

La situazione del comune di Terni è particolare, perché l’Ente negli anni precedenti ha utilizzato la cassa vincolata per la spesa sociale per la spesa ordinaria e non li ha ricostituiti, e così è stato fatto per i fondi per le bonifiche ambientali. Il ministero ci ha detto che potevamo agire come abbiamo agito. Noi nei prossimi due anni abbiamo messo in conto di recuperare un milione e mezzo l’anno, se invece c’è l’auspicio che il disavanzo debba essere molto più consistente vorrà dire che il Comune sarà costretto al dissesto del dissesto”.

Luca Simonetti (M5s): “Il punto è sapere se l’attività amministrativa di questo ente sia stata dopata utilizzando impropriamente risorse e costituendo nuovo debito”.

Maurizio Cecconelli (Fdi): “Siamo solo ad ipotesi, perché finora la Corte dei conti non si è mai espressa. Il ministero ha dato una interpretazione favorevole ai conti del comune che altrimenti sarebbero di nuovo a rischio. Mi sembra che l’opposizione sia strumentale, dipinge cose diverse dalla situazione reale. Non vedo niente di costruttivo”.

Leonardo Bordoni (Lega): “Sta emergendo la difficoltà di fare il consigliere comunale, ci troviamo di fronte a tesi contrapposte. Le situazioni analoghe non illuminano. La buona amministrazione si è rivolto all’organo competente per un parere che è stato a favore del Comune. L’Ente aveva il dovere di rispettarlo. Il disavanzo è di 52 milioni, non c’è alcun falso contabile. Il nodo è il rapporto tra i conti del comune e la gestione dell’Osl. Nessun consigliere comunale deve augurarsi che il disavanzo sia maggiore di quello contabilizzato da questa amministrazione, in quanto 26 milioni di disavanzo in tre anni sono irrecuperabili”.

Lucia Dominici (Fi): “Sento che il problema del disavanzo è l’utilizzo dei soldi derivanti dai mutui contratti dalla precedente amministrazione. Innanzitutto chiariamo che tutti i soldi che sono stati spesi, sono stati spesi per la città e tornati ai cittadini; proprio quei mutui infatti erano stati contratti per realizzare quelle opere prima promesse e poi lasciate incompiute. Relativamente alle altre ed ulteriori somme presenti nella voce fondo pluriennale vincolato non sono state utilizzate in quanto neppure i presidi esistevano ed esistono e potranno essere spese per realizzare le opere ad esse collegate sempreché le condizioni del dissesto lo consentano visto che la cassa relativa a questi fondi è stata spesa dall’amministrazione precedente, per l’ordinario, senza poi ricostituirla ed è il motivo per cui da risorsa oggi rappresentano un problema. Ecco io credo che non si possano giudicare le scelte di questa amministrazione sulla base di interpretazioni o sulla base di sentenze di altre Corti, forse arrivando anche ad auspicare un dissesto nel dissesto di questa amministrazione. E stato chiesto un parere al ministero dell’interno, agli uffici a questo preposti, in quanto il nostro comune si trovava ad affrontare una situazione drammaticamente nuova. Ci si è adeguati alla lettera. Ora, solo perché si è seguita ed adottata una interpretazione probabilmente favorevole a questa amministrazione ci dite che è sbagliata. Forse sarebbe molto più coerente attendere la Corte dei Conti dell’Umbria e lì, se del caso, ragionare insieme su come superare e gestire il grave disavanzo ereditato”.

Paola Pincardini (Uniti per Terni): “Nessuno si auspica il dissesto del dissesto, abbiamo chiesto questo consiglio per avere dei chiarimenti”.