“La sinistra umbra non può in nessun modo essere strumento subalterno per l’affermazione di un nuovo bipolarismo dopo che per anni ne abbiamo teorizzato il suo abbattimento, praticando la proposta di uno spazio autonomo ed alternativo”. Così, in una lettera, il segretario della federazione di Terni di Rifondazione comunista, Lorenzo Carletti, annuncia le dimissioni dal suo incarico, dicendo di non essere disponibile ad operare “la tragicomica rilegittimazione di coloro che hanno distrutto questa regione e che adesso, con largo beneplacito, si apprestano a rappresentare con insopportabile trasformismo questa nuova fase”.

“Una dolorosa scelta”, spiega, “necessaria nel contesto che attraversa questo partito, tra gli ideatori del progetto L’altra Umbria, a sua volta promotore della lista Sinistra civica verde, che appoggia il candidato governatore di Pd-M5s Vincenzo Bianconi”.

Nella nota Carletti sottolinea che “la federazione di Terni aveva supportato il tentativo di costruire una ‘coalizione civica, verde e sociale’ per le regionali dell’Umbria, ma a condizione che essa avesse mantenuto la sua autonomia dai poli esistenti. Se dal meridione dell’Umbria forte e stato in questi anni il segnale di rottura col centro-sinistra e le sue consorterie, altri settori del Prc non hanno mai cessato di praticare accordi elettorali che hanno reso meno credibile e più fragile tutta l’organizzazione”. Questa inconciliabilita, sempre a detta dell’ex segretario, “ha effettivamente origine nell’inadeguatezza del gruppo dirigente nazionale, nell’incapacità di produrre una necessaria chiarezza sul nostro ruolo di fase, sulla nostra collocazione, su quale idea di organizzazione occorre concentrare la ricerca, la teoria e l’azione”.