La Prima Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria si è riunita, ieri, a Palazzo Cesaroni per ascoltare il portavoce della “Associazione ex consiglieri regionali dell’Umbria con diritto ad assegno vitalizio”, Andrea Lignani Marchesani e il presidente della “Associazione ex consiglieri della Regione Umbria”, Pino Sbrenna, in merito alla proposta di legge dei consiglieri Donatella Porzi e Marco Vinicio Guasticchi (Pd) relativa alla rideterminazione dei vitalizi, prevista dalla legge ‘145/2018’ (Bilancio dello Stato 2019).

L’obiettivo della Commissione, che si riunirà nuovamente domani, mercoledì 22 maggio, è di portare l’atto in Aula entro il 30 maggio, limite entro il quale approvare il provvedimento sui vitalizi per non incorrere nel taglio dei trasferimenti statali.

Il portavoce della “Associazione ex consiglieri regionali dell’Umbria con diritto ad assegno vitalizio”, Andrea Lignani Marchesani, ha parlato di “una riforma equa e di un sacrificio sostenibile”. Essa consentirebbe, inoltre, di garantire un trattamento equo a chi già percepisce il vitalizio e a chi lo percepirà in futuro. La normativa precedente, ha evidenziato, presentava una distorsione per chi aveva svolto una sola legislatura, che viene in parte corretta con questo nuovo testo. Il risparmio potrà essere inferiore a quanto è stato stimato, ma questo perché la situazione umbra era più equilibrata rispetto ad altre Regioni.

Nell’audizione successiva, il presidente della “Associazione ex consiglieri della Regione Umbria”, Pino Sbrenna, ha sottolineato che su questa proposta di legge c’è stata la convergenza del Governo, della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza delle Assemblee legislative. Si tratterebbe però di una materia di esclusiva competenza regionale, sulla quale si sarebbe dunque verificata una ingerenza del Governo nazionale.

Sbrenna ha infine presentato tre ipotesi di modifica al testo, che propongono di prestare attenzione alle categorie che subiranno una riduzione più significativa dei vitalizi (coloro che hanno svolto una sola legislatura, nelle prime due Legislature regionali); confermare il regime esistente per ex consiglieri divenuti invalidi; chiarire definitivamente che il montante contributivo individuale è costituito dall’insieme di tutti i contributi versati (per l’assegno vitalizio e per eventuali reversibilità).