Il senatore ternano del Partito Democratico Leonardo Grimani è stato il relatore questo pomeriggio di un DDL contro le mine antiuomo. Un DDL arrivato in Parlamento con una piena convergenza di tutte le forze politiche e che mira a ribadire l’impegno preso dall’Italia e dalle sue massime istituzioni a livello nazionale ed internazionale in materia, rafforzandolo.

“A venti anni dalla prima convenzione internazionale e dalla legge italiana che ne hanno bandito l’uso e la vendita – ha detto il senatore Grimani nel suo intervento – esistono ancora 100 milioni di ordigni inesplosi nel terreno di molti paesi e purtroppo lo scoppio di questi ordigni, i feriti e le vittime conseguenti segnano ancora le cronache. Oggi, come Italia siamo coinvolti in tutte le attività che riguardano il supporto ai paesi che hanno il problema delle mine. Per questo – aggiunge – è importante che questo testo sia nuovamente discusso in Parlamento e venga oggi votato. L’aspetto più rilevante della legge è quello che già caratterizzò il primo ddl presentato in materia nel 2010 a prima firma Silvana Amati: limitare il supporto finanziario alle aziende produttrici, come previsto dalla Convenzione di Oslo. Il testo si pone infatti l’obiettivo di proibire a intermediari finanziari abilitati, fondi, assicurazioni, banche, il finanziamento indiretto alle aziende che costruiscono questi ordigni vietati dalle convenzioni. Oggi questa legge colma il gap della mancanza delle sanzioni penali: il Presidente della Repubblica aveva infatti rinviato il testo alle Camere proprio perché non era stata introdotta la sanzione penale per le persone fisiche, che svolgono funzioni di direzione degli intermediari abilitati, che avessero finanziato le attività di produzione delle mine. E’ importante che questo testo sia condiviso da tutto lo schieramento politico, nella consapevolezza che l’Italia è passata dall’essere uno dei principali paesi produttori di ordigni ad essere una nazione in prima fila nell’impegno umanitario”.