E’ polemica a distanza, a Terni, tra il Partito democratico e il sindaco della Lega, Leonardo Latini. In una conferenza stampa tenuta questa mattina in Comune, lo stato maggiore del partito all’opposizione in consiglio si è detto “preoccupato per il futuro della città”, alla luce delle ultime vicende che hanno coinvolto sia la Lega che la giunta. Presenti, tra gli altri, il segretario regionale dei democratici Gianpiero Bocci, il senatore e segretario comunale Leonardo Grimani, l’onorevole Walter Verini, il vice presidente della giunta regionale Fabio Paparelli e i consiglieri comunali ternani.

“In pochi mesi – ha detto Bocci – il sindaco si ritrova con pezzi della maggioranza che dicono che questa amministrazione non solo non mantiene le promesse elettorali fatte, ma è senza idee e senza progetti per la città. Consiglieri del suo stesso partito lo abbandonano e dicono che l’amministrazione è inadeguata rispetto alla complessità dei problemi. In più il sindaco sceglie un suo uomo di fiducia come assessore al Bilancio, lui dopo pochi mesi se ne va e volano stracci. E’ uno spettacolo che questa città non merita e che non ha altri esempi altrove”. Secondo Bocci “è giunto il momento che il sindaco dica ai ternani cosa sta succedendo, cosa c’è di vero sotto queste vicende che stanno bloccando da mesi l’amministrazione e se non è nelle condizioni di poter continuare chieda scusa e faccia un passo indietro. Per la complessità dei temi che ci sono – ha concluso – a cominciare da quelli del lavoro dei giovani, questa città che ha bisogno di un sindaco forte e di un’amministrazione forte”.

In una nota diffusa poco prima della conferenza stampa il sindaco Latini ha risposto alle accuse, già sollevate dall’opposizione negli ultimi giorni, affermando che il “Partito Democratico e le sue varie articolazioni devono solo stare zitti e vergognarsi: vent’anni di disastri amministrativi, di caos e faide interne, parlano per loro”. “Hanno distrutto la città – ha continuato Latini – creato milioni di debiti, gettato Terni nel dissesto economico con conseguenze pesantissime per i cittadini. Pur con pochissime risorse, perché i soldi, grazie alle amministrazioni Pd, non ci sono più, stiamo lavorando con tenacia, giorno dopo giorno, per porre le basi per far risorgere la città, affrontando le emergenze, programmando gli interventi. I cittadini ci hanno dato il loro voto per cambiare un sistema che dentro il Pd ha le proprie radici. Quel sistema sente ora prossima la sua fine e ci ha dichiarato guerra. E noi siamo qui per combattere con la legittimazione dei cittadini, per la democrazia, con il convinto appoggio del Governo, dei nostri ministri e di un consenso popolare crescente e inarrestabile ovunque nel Paese e in Umbria. Non ci tireremo certo indietro – ha concluso il sindaco – per le falsità e le intimidazioni: ci vediamo nella mischia”.