Si è svolto nel pomeriggio di oggi, a Roma, l’incontro fra i presidenti delle Anci regionali dell’area del cratere con il sottosegretario Vito Crimi: al centro del confronto, la ricostruzione post sisma del Centro Italia, con le prime proposte avanzate dalle Anci regionali di Umbria, Abruzzo, Lazio e Marche. Presente, fra gli altri, il presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti e il sindaco di Norcia Nicola Alemanno.

In sostanza, nel documento chiedono una cabina di regia unica e immediatamente operativa, tempi certi, il rafforzamento della struttura commissariale e della struttura regionale Ufficio speciale per la ricostruzione, una migliorare interlocuzione con i Comuni e una più veloce gestione delle procedure per la ricostruzione. Ma soprattutto la possibilità che le deleghe di funzione ai singoli Comuni sia esclusivamente su base volontaria e il potenziamento della dotazione organica.

“Nel documento – ha dichiarato durante l’incontro, il presidente De Rebotti – occorre approfondire le questioni relative al sisma in una cabina di regia unica. Ci deve essere centralità, collaborazione e integrazione attorno al tema terremoto.

La macchina, ha sostenuto bene il sottosegretario, va migliorata ed efficientata. In Umbria, l’Ufficio speciale di ricostruzione ha un valore fondamentale, perché dietro c’è tutta la struttura amministrativa e tecnica della Regione che è ben più potente di quanto può mettere in campo ogni singolo Comune della regione. Tra l’altro noi abbiamo Comuni medio piccoli.

Sul personale messo a disposizione dei Comuni: questi ultimi soffrono la vicenda del personale che è endemica e, fra l’altro, con ‘quota 100’ molti lavoratori ne usufruiranno: aspetto positivo, come pure lo è stabilizzazione delle vicende contrattuali di chi opera nell’Usr, ma occorre rafforzare la compagine tecnica che lavora sui progetti.

L’Usr, in questo momento, può lavorare 700 pratiche l’anno su un totale di 9mila, quindi ci vorrebbero 10 anni. E lo spostamento delle deleghe sui Comuni ho l’impressione che non faciliti i tempi di lavorazione, ma li appesantisca. I Comuni investiti di funzioni e responsabilità maggiori non necessariamente potrebbero rispondere bene a questo impegno, perché la condizione di partenza è già difficile. L’auspicio è che si preveda il carattere volontario delle deleghe”.

Il sindaco Alemanno ha precisato che “il tempo non è una variante secondaria nella ricostruzione” e si augura che “la prossima settimana si possa iniziare ad avere in mano il testo del decreto per iniziare l’importante lavoro sugli emendamenti, che sarà significativo”.