Non accenna a placarsi, a Terni, la polemica legata al futuro degli spazi sociali cittadini e nell’occhio del ciclone, dopo i centri giovanili, finiscono ora anche le strutture ricreative per anziani.

A contestare la decisione della Giunta Comunale di Terni di procedere a nuove assegnazioni degli spazi in base a criteri di mercato è infatti anche lo Spi Cgil, che in una nota prende decisamente le difese di quelli che definisce “elementi vitali della socialità e del welfare cittadino”.

“Riteniamo – si legge in una nota – che la discussione di queste settimane circa la gestione dei centri sociali per anziani, dovrebbe avere come fine principale quello di valorizzare il patrimonio sociale che queste strutture rappresentano, ribadendo l’importanza del ruolo che questi centri aggregativi hanno avuto e dovranno continuare ad avere anche in futuro. Al contrario – prosegue lo Spi – la decisione dell’Amministrazione Comunale di procedere con nuove assegnazioni tramite un bando pasticciato e alquanto discutibile, va nella direzione opposta. L’Amministrazione Comunale di Terni – prosegue il sindacato – ha scelto una strada, quella del bando, che lo Spi Cgil non condivide assolutamente, per metodo e merito. Non sembra infatti esserci stato alcun percorso condiviso con i soggetti interessati ed è inoltre inaccettabile considerare i centri sociali per anziani alla stregua di un’attività commerciale. In questo caso, il richiamo alle scelte commissariali lascia davvero il tempo che trova. La politica, se ne è capace – sostiene lo Spi Cgil di Terni – dovrebbe saper intraprendere percorsi caratterizzati dalla massima condivisione possibile, non cimentarsi in protagonismi da talk show che servono a poco se non a restituirci la fotografia dei cupi tempi che stiamo vivendo. Ad ogni modo – conclude la nota – come pensionati Cgil siamo a disposizione per partecipare a pieno titolo ad una discussione che rilanci in maniera seria il ruolo dei centri sociali per anziani a Terni, ovvero di strutture che si rivolgono a più di un quarto della popolazione ternana”.

Sulla questione interviene direttamente anche il segretario generale dello Spi Cgil di Terni, Luigino Mengaroni. “I centri sociali per anziani – ha detto – non hanno soltanto una funzione aggregativa, comunque importante, poiché costituiscono una rete solidaristica attiva nei quartieri della nostra città. Si tratta infatti di luoghi aperti alle esigenze del territorio e in particolare a quelle delle periferie, troppo spesso ignorate dai centri decisionali. Il ruolo dei centri sociali per anziani – prosegue Mengaroni – ha un valore insostituibile per questa città poiché queste realtà costituiscono uno degli ultimi baluardi di socialità sta scomparendo sempre più dai nostri quartieri. Queste strutture – conclude il Segretario dello Spi Cgil di Terni – sono erroneamente immaginate, da chi non sa di cosa parla, semplicemente come dei luoghi in ci parcheggiare gli anziani per qualche ora, o al massimo considerati succulenti bacini di voti a cui far ricorso all’ultimo momento, dopo averne ignorato l’esistenza per anni. Parliamo al contrario di luoghi che costituiscono spesso veri e propri punti di riferimento per interi abitati, dove si creano contenuti ance culturali che sono a disposizione di tutti i cittadini. Per questo la presenza e l’apertura di questi luoghi andrebbe incoraggiata in ogni modo, chiaramente nel rispetto di regole di amministrazione e trasparenza certe che devono valere innanzitutto per luoghi come questi, in cui i cittadini investono risorse dirette e indirette”.