“È necessario stabilizzare i medici del 118 eliminando la precarietà contrattuale nel rispetto sia dell’accordo collettivo nazionale che di chi ci lavora da anni. Mancano 30 medici per coprire tutto l’organico. Ma non si può concorrere se prima non vengono individuate le zone carenti”. Lo hanno detto il presidente e il segretario del Sindacato Medici italiani dell’Umbria, Isabella Rizzi e Maurizio Lucarelli, nell’audizione avuta presso la Terza commissione dell’Assemblea legislativa di Palazzo Cesaroni.

“I medici del 118 – hanno spiegato i rappresentanti sindacali – sono in parte dipendenti, la cui posizione è stata sanata nel corso degli anni, in parte fanno riferimento all’Accordo collettivo nazionale del 2005, si tratta di medici in convenzione. In tutti questi anni non è stato fatto nulla per avere un organico adeguato alle esigenze del 118. Sono diciotto i medici che hanno ricevuto l’incarico ai sensi dell’Accordo collettivo nazionale 2005. Sono precari. È stata proposta una sanatoria dalla direzione generale della sanità umbra, alcuni medici hanno i titoli per accedervi, tipo la laurea antecedente l’anno 1992 o un titolo di formazione specifica in medicina generale. Altri medici – hanno proseguito i due rappresentanti sindacali – non hanno tali titoli e se fossero stati sanati sarebbe bastato un solo ricorso e si sarebbe aperto un vulnus giuridico con susseguenti impugnazioni. La Regione Piemonte – è stato ricordato in audizione – ha fatto una legge di riordino del settore che stabilisce innanzitutto la pubblicazione delle zone carenti, senza la quale non si può concorrere. Si stabilisce che la posizione dei medici privi dei titoli richiesti possa essere sanata dall’attività svolta sul campo, ossia avendo lavorato per almeno tre anni nel pronto soccorso. Questa – hanno detto – è una proposta idonea a scongiurare iniquità verso chi ha lavorato in un settore così delicato, ma per realizzarla serve, come ha fatto il Piemonte, una legge regionale. Nella situazione attuale – hanno infine rimarcato i due rappresentanti del sindacato medici italiani – siamo al paradosso che i precari che stanno lavorando al 118 potrebbero essere i tutor della formazione di chi andrà a prendere il loro posto di lavoro”.

Il presidente della terza Commissione dell’Assemblea legislativa umbra, Attilio Solinas, d’intesa con gli altri commissari, ha raccolto le sollecitazioni espresse ed ha annunciato una proposta di risoluzione sul tema.