Si è svolta questa mattina presso la sede Comunale ternana di Palazzo Spada, la conferenza stampa per illustrare i contenuti della relazione, approvata all’unanimità dalla commissione di Controllo e Garanzia, in merito alla contaminazione da diossina e pcb della filiera alimentare nella conca ternana. “La commissione – ha detto il presidente Thomas De Luca – nell’ambito delle funzioni assegnate dallo Statuto per la verifica della corretta e tempestiva informazione da parte dell’Ente ha concluso l’istruttoria. La relazione oltre ad essere approvata all’unanimità ha ricevuto il parere favorevole da parte di tutti i consiglieri che hanno partecipato all’attività senza diritto di voto.

Nella relazione vengono illustrati i dati riguardanti la contaminazione da diossina e Pcb nelle uova e nel latte ovicaprino. Contaminazione che secondo quanto dichiarato dalla Usl ha origine ambientale.

La commissione ha appurato che nella gestione dell’emergenza, le istituzioni politiche e gli organi di controllo hanno per anni sostenuto una condotta volta ad ignorare, minimizzare o perfino occultare l’allarme sanitario causato dalla contaminazione ambientale della conca

ternana con danni incalcolabili sulla salute dei ternani.

Nel corso delle audizioni è emerso secondo quanto riferito dai rappresentanti della Usl, che la Regione avrebbe proibito la diffusione dei dati, in totale contrasto con l’orientamento normativo comunitario in materia di accesso alle informazioni ambientali.

È stato definitivamente appurato dalle dichiarazioni della stessa Usl che il Comune è stato sempre informato delle non conformità riscontrate ma non ha agito. Dal riscontro del primo superamento del livello di azione nel latte a febbraio 2012, le poche misure adottate sono state applicate con un ritardo di 4 anni, a maggio 2016. Misure che nella loro difficile interpretazione hanno ingenerato dubbi all’interno della stessa amministrazione, al punto che non sono stati realizzati controlli volti a verificare il rispetto delle ordinanze adottate.

Solo grazie all’intervento della commissione il comando della Polizia Locale ha appreso che le ordinanze sono da considerarsi ancora in vigore e ha quindi espresso il proprio impegno a riprendere quanto prima i controlli.

Non risultano ancora ad oggi, a sette anni di distanza, informazioni relative alle sorgenti di contaminazione, così come disposto dalle norme, così come non risultano quali criteri e modelli siano stati utulizzati nell’individuazione delle aree oggetto del monitoraggio tuttora in essere.

Con l’approvazione della relazione da parte del consiglio, sindaco e assessore saranno impegnati a promuovere direttamente nei confronti della Regione le richieste poste dalla commissione che non hanno avuto risposta, in particolar modo sul motivo per cui le ordinanze siano state disposte ai sensi dell’art.50 e non dell’art.54 del Tuel”.