“Il cambio di passo ormai è ufficializzato – sostiene il consigliere comunale del Pd Valdimiro Orsini – le questioni di Terni verranno decise a Roma, dal commissario che la Lega nazionale si è affrettata a individuare ad appena otto mesi dalle elezioni amministrative. Nonostante una chiara, iniziale, investitura popolare che non ho difficoltà ad ammettere chiara, la Lega, il sindaco e tutta la maggioranza di centro destra hanno dimostrato che non sono in grado di gestire una città di 110 mila abitanti. In questi mesi all’interno del centrodestra si è litigato su tutto, anche sull’impossibile. Arrivando a situazioni di stallo su nodi fondamentali per la città: ancora una volta chiedo che cosa vuole fare questa amministrazione sul Verdi, sull’ex mercato coperto, sulla gestione della Cascata, sul Palasport, sulle partecipate. L’unica cosa sulla quale hanno trovato unità è quella di incrementare in maniera vertiginosa i costi della politica, con l’attuale giunta che percepisce oltre 35 mila euro al mese contro i 17 mila di quella precedente. Costi della politica che andranno addirittura a triplicarsi nel caso delle partecipate con Terni Reti che, invece di essere guidata da un unico amministratore, sarà gestita da un cda di tre persone, in maniera tale da accontentare tutte le varie anime.

In questi mesi il sindaco e il centrodestra hanno parlato tanto di identità cittadina, di autonomia della città arrivando persino a fotografarsi vicino a scritte becere e prive di alcun contenuto politico o amministrativo. L’approdo è un commissario che arriva da Roma. Deve essere, invece, Terni a decidere, deve essere la politica di questa città a indicare percorsi e interessi cittadini.

Nell’interesse di Terni mi auguro che il commissario romano riesca a fare almeno una cosa, a stabilire un contatto con il governo nazionale, cosa che il sindaco e la maggioranza di centrodestra non sono riusciti a fare. Sui temi dell’ambiente, del dissesto del Comune, sulle infrastrutture, perché la Lega non si rivolge al suo governo nazionale? Perché, invece, osteggia tutte le proposte di legge che puntano a riconoscere un intervento nazionale su una grande città che ha bisogno di un sostegno governativo per continuare a svolgere un ruolo strategico per il Paese sui temi della produzione, del recupero ambientale, dello sviluppo innovativo? Chiedo che il governo nazionale intervenga sul piano periferie – restituendo a Terni i 13 milioni e mezzo tolti- sull’area di crisi ambientale, sulla vicenda Ast dove occorre finalmente chiarezza sui destini dell’azienda”.