“La città ha problemi seri che necessitano di essere affrontati, subito e con incisività – dichiara il capogruppo di Senso Civico Alessandro Gentiletti - per fare questo serve che chi è stato eletto alla carica di primo cittadino dia il tempo, il ritmo e gli indirizzi politici a tutti gli attori sociali. Serve soprattutto che non perda il suo e nostro prezioso tempo nel prestare il fianco a polemiche inutili.
Non posso non notare che, invece, per l’ennesima volta, non è cosi.
Il Sindaco, di cui da giorni in molti ci domandavamo che fine avesse fatto, tanto da temere che il triangolo delle bermude della sua rissosa maggioranza lo avesse inghiottito, vista la lotta interna sulla spartizione delle nomine nelle partecipate, oggi ricompare alle cronache cittadine per due notizie: il conmissariamento nazionale da parte della Lega e la sua partecipazione sabato ad un convegno promosso da associazioni antiabortiste, che non riconoscono le famiglie omosessuali, che vogliono limitare l’autonomia scolastica e l’educazione senza pregiudizi dei bambini, a cui il Comune ha dato addirittura il suo patrocinio.
Tutto questo rappresenta un tradimento della città che, alle scorse elezioni, voleva voltare pagina e tornare protagonista. Voleva rompere con le logiche spartitorie del passato, che la hanno portata al dissesto. Che rivendicava autonomia rispetto alle decisioni che si prendono nelle stanze del potere romano e pretende di non  essere dilaniata e distratta continuamente da polemiche ideologiche.
Ebbene, oggi invece assistiamo nuovamente al contrario.
La maggioranza è divisa non su come affrontare i problemi della città, la cosiddetta valle dei veleni, ma per l’assegnazione delle nomine alle partecipate.
Il sindaco è preso in ostaggio e si fa addirittura commissariare da parte della Lega nazionale. La Lega nazionale non compare per restituire i soldi del piano periferie, maggiori unità di polizia ma solo per mettere sotto tutela il suo Sindaco in questo momento in cui deve provvedere alle nomine delle partecipate. Il senatore Candiani ha omesso nei giorni scorsi qualsiasi passaggio a Terni, recandosi a portare quello che ha definito un dono al Sindaco di Perugia e non alla nostra città in dissesto.
Il sindaco, intanto, non trova il tempo per incontrare l’Anpi, per partecipare personalmente alle commemorazioni con le autorità militari per Germinal Cimarelli, per andare a Perugia a firmare il protocollo contro omofobia e bullismo, a difendere i centri giovanili, ma sabato mattina parteciperà ad un convegno di cui, sinceramente, la città non ha alcun bisogno e che rischia di riaprire ferite e lotte ideologiche dannose.
Lo invito pubblicamente a cambiare passo: a non partecipare a quel convegno, a rifiutare il commisariamento, ad alzarsi in piedi e a battere i pugni rivendicando dal governo nazionale ciò che ci spetta. Lo invito ad essere finalmente il.Sindaco della città che lo ha eletto e non della politica che lo.ha sponsorizzato e ora rischia di affogare lui e l’intera città”.