“Al di là delle pubblicazioni di vecchie buste paga – dichiara il gruppo consiliare al Comune di Terni del Partito Democratico – gli atti amministrativi dimostrano in maniera inequivocabile che con la giunta Latini i costi della politica sono raddoppiati rispetto al passato. Si possono muovere molte accuse alle amministrazioni del passato ma non certo quella di utilizzare il comune per assegnare stipendi a personale politico che, per la sola giunta, grava sulle casse del comune per 430 mila euro l’anno.

L’ultima giunta Di Girolamo, in carica da ottobre 2016, costava alla collettività 17 mila e 449 euro al mese di indennità, con il sindaco che percepiva 559 euro. L’attuale giunta Latini, con l’aumento che è stato prodotto dal gabinetto del sindaco, costa alla collettività 35 mila e 803 euro al mese, con il sindaco che percepisce 5.466 euro. Il paragone non regge neanche con la prima giunta Di Girolamo che di indennità percepiva 27.944 euro mensili complessive.

Mentre l’attuale Amministrazione comunale mostra i muscoli con i centri giovanili – prosegue il gruppo del PD – togliendo loro le sedi e rinfacciando i fondi che hanno utilizzato a seguito di progetti pubblici, mentre si piange ogni giorno al dissesto e ci si nasconde dietro la mancanza di risorse senza mai sottolineare quando si utilizzano fondi e progettualità che vengono dal passato, l’Amministrazione comunale non mostra alcuna remora ad aumentarsi lo stipendio, dimostrando di non disdegnare la politica come professione o cospicua integrazione del reddito, in particolare di redditi che, come dimostrano le denunce dei redditi, risultano ancora più esigui se rapportati alle attività professionali o imprenditoriali esercitate.

Chiediamo agli amministratori comunali di pubblicare le buste paga che riceveranno a gennaio, seguendo quanto fatto dall’assessore ai Lavori Pubblici che però si è limitato a quella di dicembre, ante aumento. Chiediamo anche che pubblichino eventuali vitalizi, in maniera tale che i cittadini possano giudicare chi siano i veri professionisti della politica”.