“Alla conferenza dei capigruppo di oggi, i rappresentanti della Lega – invece che occuparsi delle questioni rilevanti per la città – hanno monopolizzato la discussione su come aumentare gli stipendi dei propri consiglieri”, dichiara il consigliere comunale di Senso Civico Alessandro Gentiletti.
“Il partito di Salvini e Bossi, infatti, si sente discriminato – prosegue Gentiletti -  perché gli uffici di ragioneria non corrispondono il gettone di presenza (45 euro lorde circa) a tutti i suoi consiglieri quando questi partecipano – senza che ve ne sia necessità per garantire rappresentanza al proprio gruppo – a commissioni di cui non sono membri effettivi.
Invocano a loro sostegno il nuovo regolamento che, a differenza del precedente, non preciserebbe che il diritto al compenso è riconosciuto soltanto a chi partecipa – come il sottoscritto e pochi altri – alle commissioni di cui non è membro perché il suo gruppo non ha consiglieri sufficienti per garantire autonomia politica in ogni sede.
Confermo che quando è stata palesata la questione, mi sono indignato,  riconosco al Presidente del Consiglio comunale di essere riuscito a portare comunque a termine i lavori della conferenza in maniera equilibrata.
Ribadisco che il Comune di Terni non può essere il bancomat di nessuno, che le commissioni consiliari non possono essere usate per risolvere dissapori e divergenze all’interno del proprio partito. La Lega ha vinto le elezioni per governare, non per spartirsi le poltrone, né per premiare l’incorenza politica e l’opportunismo.
Il cambio di passo non può essere la sostituzione degli amici degli amici con i propri!
Fugo ogni dubbio, rassicurando tutti: ogni minaccia di screditarmi che mi viene rivolta ed ogni tentativo di persuadermi alle buone maniere non solo non mi intimidisce ma mi rafforza ed incoraggia.
Infatti, se dal mio oppormi a questa pretesa della Lega, ingiustificata ed offensiva verso i tanti cittadini e le tante cittadine che non arrivano a fine mese, derivassero ritorsioni economiche nei confronti del mio gruppo politico, non arretrerò comunque di un passo.
L’attività di trasparenza e servizio che in questi mesi ho assicurato ai cittadini si intensificherà ancora di più. Le porte di Palazzo Spada continueranno, anche attraverso di me, ad essere aperte”.