“Sulla Cascata delle Marmore l’Amministrazione Comunale sta inanellando un pasticcio dietro l’altro”. E’ lapidario il giudizio espresso in merito alla vicenda, dal Gruppo del Pd al consiglio comunale di Terni. Giudizio, espresso nel pomeriggio, in una conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Spada, alla presenza del capogruppo Francesco Filipponi e dei consiglieri Tiziana De Angelis e Valdimiro Orsini.

“Tra procedure che lasciano perplessi e dati diffusi non corrispondenti alla realtà – sostengono i rappresentanti dem – si sta mettendo a rischio il pilastro della svolta turistica di Terni. I risultati non sono solo lo smantellamento della rete di servizi che in questi anni è sorta all’interno dell’area, l’interruzione del rapporto di lavoro di ben 40 dipendenti, ma un duro colpo a tutto il sistema turistico e ricettivo di Terni che nella Cascata vede la sua punta di diamante. Tutto questo perché l’Amministrazione Comunale non ha saputo assicurare tempistiche e progettualità adeguate”.

“Giustificare la iniziale chiusura di tutto il mese di gennaio –hanno detto i consiglieri comunali Francesco Filipponi, Valdimiro Orsini, Tiziana De Angelis – adducendo una scarsa affluenza in questa fase di inizio anno è un falso. Lo storico degli ingressi ci dice che a gennaio 2018 sono stati strappati quasi 2 mila biglietti, 2.200 nel 2017, ben 4 mila e 500 nel 2016, periodo antisisma. Il 1° gennaio di quest’anno, nonostante una apertura limitatissima che ha lasciato delusi molti turisti, sono stati strappati 1.390 biglietti, con un incasso di oltre 10 mila euro, 9 mila euro dei quali finiti nella casse del comune. Questa amministrazione piange sempre sul dissesto ma poi non si dimostra in grado di incassare i soldi freschi degli ingressi della Cascata”.

Il gruppo del Pd critico anche sulla gestione in house: “Senza nulla togliere alla disponibilità dei dipendenti comunali ma non si può sostenere che possano andare a supplire gli operatori turistici che per anni hanno lavorato alla Cascata e che hanno garantito una rete di servizi che ha fatto la differenza, che ha aumentato l’attrattività del sito, che ha consentito di incrementare le presenze, di recuperare quelle perse per gli eventi sismici. Ci domandiamo se ci siano comunque tutte le condizioni per garantire la sicurezza dei dipendenti comunali utilizzati e degli stessi visitatori.

La verità è che è stata messa una toppa che non copre il buco. L’errore è quello di essere in grande ritardo con il bando dell’affidamento per la gestione, di aver partorito un calendario di rilascio dell’acqua che è lontano dall’obiettivo di incrementare i flussi turistici. Tutto questo perché non c’è stato confronto con gli operatori turistici, con la città, non c’è stata discussione sugli indirizzi neanche con il consiglio comunale. Una gestione arrogante, isolata, deficitaria dal punto di vista amministrativo, con le procedure che sono cambiate passando in pochi giorni dal massimo ribasso alla offerta economicamente più vantaggiosa.

Il gruppo del Pd chiede che per rispetto dell’immenso valore della Cascata, dei posti di lavori messi a rischio, dei danni arrecati al sistema turistico, chi ha precise responsabilità politiche ne tragga le dovute conseguenze”.