“La Cascata delle Marmore con i suoi circa 300.000 visitatori paganti l’anno è uno dei siti turistici più visitati in Italia ed è il perno di tutto il sistema turistico ternano. È incredibile quindi che l’amministrazione Latini del comune di Terni si sia accanito in questi mesi per minarne alla base il funzionamento.

Perché è evidente che, ripercorrendo tutta la vicenda, ci troviamo davanti o a una totale incompetenza o a una scelta politica non dichiarata che mira a qualche oscuro risultato”.

A dirlo è Sinistra Italiana di Terni in una propria nota.

“Quale che sia la motivazione il risultato non cambia: un disastro. La gestione del sito lasciata nella più totale improvvisazione, turisti che non sanno se la cascata è aperta o chiusa, e 40 lavoratori professionalmente preparati lasciati a casa”.

“Il Sindaco Latini e la sua giunta quando si sono insediati – sostiene Sinistra Italiana – sapevano benissimo che una delle prime questioni da affrontare sarebbe stato il nuovo bando per la gestione della Cascata. Hanno avuto 8 mesi per preparare e fare uscire il bando. Ma d’altronde, come si è visto anche dalle sciatte dichiarazione programmatiche, l’attuale amministrazione si sta’ distinguendo per incapacità di delineare una qualunque idea per il futuro della città. Cosi i mesi sono passati uno dopo l’altro, tra una polemica inventata e l’altra e l’amministrazione ha fatto uscire un bando oltre tempo massimo. Ma non solo. Hanno emesso non uno, ma ben tre bandi. Il primo, annuale e con le modalità della gara europea, ritirato dopo una ventina di giorni non si sa perché. Il secondo di sei mesi, a metà dicembre sulla piattaforma Mepa, ritirato nel giro di 24 ore e rimpiazzato dall’attuale, che scade il 4 gennaio. Peccato che l’attuale gestione scade il 3 gennaio. Questo ha due conseguenze: una sul sito che non ha più chi lo gestisce, infatti il 4 saranno presentate le offerte ma poi ci vorranno i tempi tecnici di valutazione prima dell’aggiudicazione, la seconda rispetto ai lavorati, fino ad oggi della Cascata. Saltando infatti la continuità di servizio probabilmente non saranno valide le clausole di salvaguardia che impegnano chiunque vinca il bando a riassorbire il personale che da anni garantisce un ottimo servizio”.

“Ma visto che al peggio non ce mai fine – prosegue Sinistra Italiana – l’amministrazione ha evitato di dire come stanno le cose e il perché si è arrivato a questo punto, e ha continuato a nascondere le cose.

Prima si inventa una delibera in cui fa finta che la chiusura a gennaio della cascata non fosse dovuta alla sua incapacità di fare il bando in tempo o alla volontà di non dare una proroga tecnica all’attuatale gestione, ma a una rimodulazione delle ore di apertura della cascata. Puerile. Poi di fronte alle polemiche e alle rimostranze dei turisti fa una mezza marcia indietro, decidendo di riaprire la cascata, ma lasciando a casa i lavoratori. Affidandosi per l’apertura, ai dipendenti della cascata e ai volontari civici, persone appartenenti a categorie svantaggiate pagate 200 euro al mese, che non hanno certo le competenze per assicurare l’alto standard necessario e solitamente richiesto a gli operatori turistici. E come giustifica tutto ciò? Parlando di “inaspettato e inedito flusso turistico di questi primi giorni”. Ma quale inaspettato? ma quale inedito? ? Il comune dovrebbe conoscere benissimo i dati di affluenza e sapere ad esempio che l’anno scorso, nel giorno della Befana, anche grazie alla rappresentazione del Presepe Vivente organizzato alla cascata di Marmore si erano registrate oltre 5000 presenze. Già perché questa amministrazione prima si inventa una polemica con una scuola del centro per un presepe mai vietato e poi invece è lei che non si adopera per confermare e realizzare l’iniziativa del presepe vivente, che da anni si fa alla cascata con un indubbio successo di presenze e di promozione turistica. La cosa sarebbe da ridere se non fosse invece un disastro completo. La Cascata delle Marmore rappresenta uno dei punti focali del sistema turistico cittadino, l’abbandono all’improvvisazione, il caos che ne può derivare può produrre danni difficilmente riparabili, in immagine, danni economici al tessuto del settore ricettivo e una mancanza totale di rispetto e di prospettive per i lavoratori del sito e dell’indotto. Se abbiamo considerato di scarsa qualità l’attività dell’amministrazione precedente temiamo che con questa si apra il deserto per Terni. E’ necessario che si corra ai ripari immediatamente – conclude Sinistra Italiana Terni – intervenendo con soluzioni tempestive individuando i responsabili di questo scempio”.