Conferenza stampa di fine anno, questa mattina, del gruppo PD al Comune di Terni. All’appuntamento, che si è svolto presso la sala consiliare di Palazzo Spada, erano presenti il capogruppo Francesco Filipponi e gli altri due consiglieri Tiziana De Angelis e Valdimiro Orsini, oltre al segretario del Pd di Terni, il Senatore Leonardo Grimani.

“Abbiamo voluto presentare il lavoro di questi mesi – ha spiegato Francesco Filipponi – perché pensiamo che stiamo lavorando con profitto, dando un senso a un percorso difficile per le sconfitte alle politiche del 4 marzo e le amministrative di giugno. Abbiamo però reagito – ha aggiunto – anche con la quotidiana attività di opposizione ponendo al centro gli interessi del comune di Terni e della città, anche per contrastare una manovra di bilancio nazionale che non pone alcuna attenzione ai comuni. Non ci sarà il ristoro del gettito Imu, così come per il bando periferie per il quale non c’è nulla di concreto. Invitiamo innanzitutto la maggioranza a coltivare la cultura istituzionale, fondamento della democrazia. Questo consentirebbe al sindaco di non cadere nell’errore di coinvolgere solo i parlamentari del suo partito, come ha dichiarato di voler fare per la Treofan, o di tenere una conferenza stampa di partito piuttosto che di giunta. Sulla Treofan chiediamo al sindaco di rimboccarsi le maniche e di non fare scaricabarile sulla regione”

“A partire da luglio – ha aggiunto il capogruppo del Pd – abbiamo presentato oltre 60 atti tra interrogazioni, atti di indirizzo e proposte di delibera e i consiglieri del Pd hanno sempre garantito la loro presenza in Consiglio e nelle quattro commissioni che consiliari. Svolgiamo il nostro ruolo di consiglieri di minoranza attraverso controproposte e con un serio lavoro istruttorio. Voglio accennare al tanto sbandierato nuovo piano delle assunzioni del Comune di Terni che prevedeva il reclutamento di 60 unità, piano che non è stato approvato dal ministero dell’Interno. Ricordo che questa amministrazione ha avuto la possibilità di beneficiare di oltre 13 milioni di euro derivanti da mutui accesi, con destinazione vincolata, dalle precedenti amministrazioni. Noi proponiamo un nuovo disegno di città, una nuova visione di città solidale, alternativa alla visione che emerge dalla lettura delle ultime ordinanze emanate dal sindaco, che peraltro non hanno prodotto sanzioni a testimonianza della loro inefficacia. Anche dalla conferenza stampa della Lega di ieri non è emersa alcuna visione, nulla sull’area di crisi complessa e sullo sviluppo economico della città. Siamo orientati ad un ruolo propositivo. Sul bilancio riequilibrato abbiamo mosso una serie di rilievi su alcune poste di bilancio non credibili quali, ad esempio i 650 mila euro per l’aviosuperficie che non è ancora nelle mani dell’Amministrazione, o il parcheggio di san Francesco. Rispetto al governo, ribadisco la nostra preoccupazione per il tema delle periferie, per tutto il lavoro fatto e per tutte le opportunità che potrebbero sfumare”.

“Anche io – interviene la consigliera Tiziana De Angelis – preferisco andare sui temi, partendo dalle linee programmatiche che sono state prodotte solo quattro mesi dopo le elezioni. In esse si parla soltanto di macerie del passato. Cosa si dice invece in merito all’area di crisi complessa? Sottolineo che il sindaco non ha mai partecipato ad un tavolo su questa questione. Cosa dice sul milione e 200 mila euro per gli attrattori culturali della città? Conquiste guadagnate con il lavoro ai tavoli, ma tutto questo non fa rumore. Solo polemiche, gender, presepe, nessun contenuto. Stiamo ancora aspettando la Carducci”.

“Stiamo svolgendo il ruolo di opposizione – conclude il consigliere Valdimiro Orsini – inteso come verifica, controllo e proposte. Mi spiace constatare questa amministrazione lo viva come una provocazione, con insofferenza. Abbiamo svolto un ruolo di controllo quando, all’inizio della consiliatura, abbiamo posto la questione dell’incompatibilità. E’ dei giorni scorsi la notizia del rinvio a giudizio di alcuni consiglieri per falso ideologico. Manca una visione della città, è un’amministrazione che lavora di pancia, sull’emotività. E’ stata sbandierata l’emergenza della sicurezza e poi il governo amico non ha assegnato a Terni neanche un euro per questo. Sulle società partecipate e in particolare sulle farmacie c’è stato un braccio di ferro che ha portato solo ad un appesantimento della situazione. Stessa cosa per Terni Reti che sta diventando la cassaforte del comune, la stanno spremendo. C’è il rischio che si verifichi un dissesto nel dissesto, come accaduto a Catania”.