Con 16 voti favorevoli e 2 astenuti (i rappresentanti del Movimento 5 stelle) l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato – a maggioranza – il Piano dell’offerta formativa e della programmazione della rete scolastica per il 2019-2020. Al documento predisposto dalla Giunta regionale è stato aggiunto un emendamento con cui si chiede un confronto con il Governo per sostenere le necessità di scuole delle aree interne alle prese con le difficoltà provocate dagli effetti negativi del sisma o dalla crisi economica, un obiettivo condiviso dall’assessore regionale Antonio Bartolini, il quale ha annunciato di voler “sostenere la sfida per le aree interne e i territori marginali”.

Per quanto riguarda l’offerta formativa vengono istituiti l’indirizzo tecnico-tecnologico/elettrico-elettronico nell’istituto “Dante Alighieri” di Nocera Umbra e l’indirizzo professionale “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale” all’istituto “Patrizi-Baldelli Cavallotti” di Città di Castello, mentre è stato attivato l’indirizzo “Servizi culturali dello spettacolo” all’Istituto “Casagrande” di Cesi.

Confermato, inoltre, il parere non favorevole già espresso dalla Provincia di Perugia e dall’Ufficio scolastico regionale per le richieste di Foligno, relativo all’istituzione del liceo musicale nel classico “Frezzi-Beata Angela”, e di Cascia per l’istituzione di un indirizzo professionale “Enogastronomia e ospitalità alberghiera”. Nel caso di Foligno c’è il limite massimo imposto dal Miur che prevede l’istituzione di non più di un liceo musicale per ciascuna provincia, mentre la provincia di Perugia ne ha già due. Per Cascia viene ritenuta non idonea la soluzione al problema della mancanza di spazi aggiuntivi per i laboratori proposta da due istituti religiosi che avrebbero messo a disposizione locali propri.

Per quel che riguarda la provincia di Terni, da registrare il parere favorevole al mantenimento dell’autonomia in deroga per l’Istituto omnicomprensivo di Amelia e per l’Ipsia “Pertini” di Terni. La Regione si è detta favorevole anche alla richiesta di accorpamento dell’Istituto comprensivo di San Venanzo con l’Istituto “Raffaele Laporta” di Fabro.