Ha un segno positivo, nei primi sei mesi del 2018, l’esportazione delle imprese umbre nei mercati internazionali. A dirlo è il vicepresidente della Regione Umbria, con delega allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli, evidenziando che “da gennaio a giugno 2018 le esportazioni di produzioni Made in Umbria sono state pari a 2,107 miliardi di euro, in crescita del +5,6 per cento, rispetto all’1,996 miliardi di euro del primo semestre 2017”.

“Tutto ciò – sottolinea il vicepresidente Paparelli – mentre a livello nazionale la crescita è stata del +3,6 per cento. In particolare i settori che hanno registrato un maggior incremento nell’esportazione sono quelli relativi alle produzioni di alimenti, bevande e tabacco con +11 per cento, abbigliamento (+10,9), computer, apparecchi elettronici e ottici (+27,1), macchine ed apparecchi (+11), mobili (+11,6). Dati, quelli del primo semestre 2018, che fanno seguito ad un 2017 anche esso positivo in cui l’export era cresciuto del 6,4% rispetto all’anno precedente. In termini assoluti si parla di 3,886 miliardi di euro contro i 3,654 del 2016. L’insieme dei risultati conseguiti – prosegue Paparelli – avvalora le politiche regionali nel campo dell’internazionalizzazione delle imprese e ci porta a guardare con fiducia al 2019 per il quale la Giunta regionale, sempre in materia di internazionalizzazione, ha approvato il programma annuale delle attività da realizzare anche grazie al supporto di Sviluppumbria. Un programma, quello approvato per il 2019, che ha aumentato gli strumenti a disposizione del sistema e che complessivamente mobiliterà risorse pubbliche importanti per oltre 4 milioni di euro – ha evidenziato il vicepresidente – ed investimenti complessivi stimati per le imprese di oltre 10 milioni di euro”.

“La Regione Umbria – ha aggiunto – curerà direttamente un avviso di prossima uscita per sostenere progetti volti a favorire l’internazionalizzazione delle imprese umbre con una dotazione programmata di risorse pari a 2.000.000 di euro. Nell’ambito di queste azioni si rinnova l’impegno in favore di due settori strategici, come l’aerospazio e la nautica, mentre ulteriori iniziative saranno finalizzate alla realizzazione di missioni istituzionali da realizzare unitamente a quelle imprenditoriali per iniziative comuni di promozione integrata per il turismo, industria, artigianato e cultura”.