Dallo stabilimento Ast provengono “ripetute emissioni”, come confermato “dalla presenza di metalli riscontrata nelle polveri” e per questo il Comune di Terni chiederà agli enti competenti “di valutare seriamente l’imposizione nell’Autorizzazione integrata ambientale di accorgimenti”: è quanto hanno riferito in Consiglio comunale il sindaco Leonardo Latini e l’assessore all’Ambiente, Benedetta Salvati, in merito al fenomeno della nube arancione che si è verificato nell’area a caldo dell’acciaieria.

“Non conosciamo ancora i dati, in base a quanto ho appreso dalla stampa sembrerebbe che l’emissione sia stata circoscritta e che non abbia comportato rischio per i cittadini” ha sottolineato il sindaco. Per Latini però l’episodio si inquadra “in un discorso più ampio” e che la giunta, che si è riunita d’urgenza, ha deciso che “farà le dovute segnalazioni alle autorità competenti”.

L’assessore Salvati ha sottolineato “che l’evento è soltanto l’ultimo di una serie di emissioni che ciclicamente si ripresentano”.

 

“Prima il caso delle acque sotterranee contaminate da cromo esavalente, poi l’episodio del fumo arancione fuoriuscito dallo stabilimento di viale Brin domenica pomeriggio. Ast Terni – sostiene il capogruppo regionale della Lega – Emanuele Fiorini faccia maggiore attenzione e provveda a ridurre l’impatto ambientale sul territorio”.