Non accennano a diminuire le polemiche intorno alle farmacie comunali, la cui perdurante situazione di incertezza desta più di una preoccupazione tra lavoratori e sindacati.

Proprio le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil denunciano, attraverso un comunicato congiunto, “la totale assenza di una politica in grado di offrire stabilità e certezze a FarmaciaTerni”, tornando inoltre a sottolineare la mancanza di un confronto con il Comune, chiesto più volte, ma mai ottenuto. “Uno dei problemi più grandi”, affermano i sindacati.

Il tema principale, tuttavia, resta l’occupazione, con il contratto a termine di alcuni dipendenti non prorogato.

“I lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato – scrivono in una nota congiunta le organizzazioni sindacali – costituiscono un importante valore per il funzionamento delle farmacie. Un valore di cui i livelli amministrativi evidentemente non comprendono appieno l’importanza, data la decisione di non rinnovare diversi contratti entro i termini”.

“La proroga di quei rapporti di lavoro – proseguono i sindacati – avrebbe messo in sicurezza i farmacisti a termine, evitando loro di incorrere nei rischi derivanti dal Decreto Dignità, e conferito una maggiore stabilità a FarmaciaTerni e ai suoi dipendenti. Al contrario, la mancata proroga di quei contratti potrebbe compromettere in futuro le attività espletate dall’azienda, che necessiterebbe di qualche certezza in più esattamente come ne avrebbero bisogno i lavoratori”.

Le tre sigle sindacali tornano infine a denunciare la problematica situazione di stallo in cui versano le farmacie comunali, auspicando che lo scontro tra l’amministrazione dell’azienda e quella del Comune abbia fine quanto prima. “Proseguire in questa direzione – concludono nella nota unitaria – rappresenta ancora una volta l’ennesima azione volta a non definire né bilancio né un piano di rilancio dell’azienda stessa, e di certo il duello a distanza tra amministrazione comunale e azienda farmaceutica non aiuta a trovare le soluzioni di cui avremmo tutti un gran bisogno, a partire dai lavoratori”.