Il sindaco di Terni Leonardo Latini ha presentanto – ieri – nella seduta del consiglio comunale – le linee programmatiche della propria consiliatura. Il tutto è racchiuso in un documento di 24 pagine illustrato all’assemblea municipale di Palazzo Spada.

“Intanto – ha esordito il primo cittadino ternano – abbiamo un esempio chiaro e un punto di riferimento nell’esperienza della precedente amministrazione di centro-destra, quella del professor Gianfranco Ciaurro. Anche lui – ha detto Latini – ereditò una città commissariata e in difficoltà, ma seppe trasformarla con le sue giunte, in una città bella, orgogliosa e piena di iniziative ed entusiasmo nelle proprie risorse e nelle proprie intelligenze. L’obiettivo – ha aggiunto – è quello di rifarsi anche allo spirito di quella stagione, con la stessa passione civile, la stessa competenza, con una visione adeguata ai tempi attuali”.

Nel suo intervento, il sindaco di Terni, ha analizzato la situazione economica e amministrativa dell’Ente che sono state definite gravi. Il programma, fortemente condizionato da questa situazione, si articola 10 priorità, ovvero le politiche di bilancio e la macchina amministrativa dell’Ente; lo sviluppo economico; la sicurezza in città; la riscoperta e il consolidamento di un sistema di identità culturali cittadine; il decoro, la bellezza e la qualità della vita; la ricostruzione della comunità cittadina e delle reti di solidarietà sociale in un quadro di maggiore equità e trasparenza – ha detto Latini – rispetto al passato; l’ambiente e la salute; l’attrattività e il turismo; il ruolo territoriale della città che – ha spiegato il Sindaco di Terni – si sta promuovendo grazie ad una intensa politica di programmazione strategica e di Area vasta e – ultimo punto, ma non certo di minore importanza – città della formazione, della conoscenza e dell’intelligenza.

“Terni – ha concluso Leonardo Latini – può risorgere solo se si riscopre comunità, solo se capisce che il governo della città è ora nelle mani di ognuno di noi”, visto che in tutte le dieci priorità indicate nelle linee programmatiche ricorre una sorta di chiamata a raccolta della città, attraverso i meccanismi della partecipazione e della sussidiarietà.