L’Umbria è tra le realtà regionali con “la più alta copertura vaccinale, che va ben oltre la soglia di sicurezza del 95 per cento, raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, toccando in alcuni territori addirittura il 98 per cento”. A fare il punto della situazione è stato l’assessore regionale alla sanità Luca Barberini, secondo il quale questo accade “grazie all’introduzione dell’obbligo vaccinale, all’opera di sensibilizzazione promossa dalla Regione e dalle Aziende sanitarie, al grande lavoro svolto dai centri vaccinali e alla collaborazione di operatori sanitari e pediatri”.

“Grazie all’introduzione dell’obbligo vaccinale – evidenzia Barberini – l’Umbria registra una delle più alte percentuali vaccinali in Italia, toccando, in alcuni territori, addirittura il 98 per cento. In particolare, secondo dati aggiornati al 30 giugno 2018, trasmessi al Ministero della Salute, per i bambini nati nel 2014 le coperture vaccinali per l’Esavalente hanno raggiunto il 96,4 per cento mentre il Trivalente il 95,93 per cento. Per i nati nel 2015, nel primo caso la copertura percentuale è del 96,53 e nel secondo del 95,93″.

“La conferma dell’obbligo vaccini – ha quindi sottolineato l’assessore – rappresenterebbe la vittoria della razionalità, della scienza e della tutela della salute dei bambini e della comunità.

Rispetto all’imminente apertura delle scuole, Barberini rileva che allo stato attuale “la legge sull’obbligatorietà vaccini resta in vigore, e pertanto, per frequentare asili nido, scuole dell’infanzia e dell’obbligo è necessario essere in regola con le vaccinazioni”.

Riguardo al numero dei cosiddetti inadempienti, l’assessore fa sapere che “per le coorti che vanno dal 2011 al 2015, al 30 giugno 2018, in Umbria i bambini non vaccinati sono 1.411 per il Trivalente, di cui 1.184 anche per l’Esavalente. Tali dati, peraltro ulteriormente ridotti nelle ultime settimane, comprendono quanti per motivi di salute non possono essere vaccinati, sono già immunizzati, non reperibili o trasferiti. “Sono invece maniera residuale – conclude – quelli i cui genitori rifiutano l’iter vaccinale obbligatorio”.