Un consigliere comunale ternano della maggioranza, dovrà – con tutta probabilità – abbandonare l’assemblea municipale di Palazzo Spada, per effetto della legge Severino. Si tratterebbe dell’attuale capogruppo di Forza Italia, Raffaello Federighi, a causa di una condanna in primo grado riportata nel 1997. Nei giorni scorsi la Prefettura di Terni aveva avviato i propri controlli circa le posizioni di tutti i componenti del nuovo consiglio comunale, riscontrando l’anomalia. La comunicazione è stata ufficializzata quest’oggi dagli uffici del Palazzo del Governo di Viale della Stazione al presidente dell’assemblea municipale ternana Francesco Ferranti che – a sua volta – informerà il consiglio nella prossima seduta. Nel frattempo, Federighi sarebbe stato sospeso. Secondo la procedura, l’assemblea ternana dovrebbe votare un atto con il quale si revoca il suo incarico procedendo alla sostituzione. Al suo posto dovrebbe subentrare Valeria D’Acunzo, prima dei non eletti nella lista di Forza Italia.

Immediati i commenti delle forze politiche di opposizione al consiglio comunale di Terni su questa vicenda.

“I fatti di queste ore che avrebbero portato alla decadenza di un consigliere comunale della maggioranza a seguito dell’istruttoria condotta dalla Prefettura di Terni sono un triste, ma alquanto prevedibile epilogo già preannunciato dal MoVimento 5 Stelle”. Lo scrive in una nota diffusa oggi pomeriggio, il gruppo consiliare del M5S a Palazzo Spada.

“L’avvertimento – continua la nota – fu dato in campagna elettorale, quando chiedemmo all’allora candidato sindaco del centro destra Leonardo Latini di mostrare i certificati penali e dei carichi pendenti di chi tra i suoi alleati sarebbe entrato in consiglio comunale. Richiesta ovviamente rispedita al mittente con tanto di accusa di essere i soliti forcaioli giustizialisti. In troppi in questa vicenda, che stando alle indiscrezioni giornalistiche potrebbe allargarsi ad altri eletti, non hanno visto questioni macroscopiche o peggior cosa hanno finto di non vedere, a cominciare dai vertici regionali di Forza Italia e allo stesso sindaco Latini”.

“Frattanto il presidente della IV Commissione di Garanzia e Controllo Thomas De Luca (M5S) aprirà una nuova istruttoria per fare piena luce sulle vicenda. Un fatto che mina profondamente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali, una fiducia già lacerata dagli scandali delle inchieste giudiziarie della passata amministrazione. Al momento ci troviamo costretti al triste riscontro che l’atteso segno di discontinuità, soprattutto per quello che riguarda la questione morale, con la passata gestione ancora non c’è stato ma piuttosto si registra una certa persistenza nel voler sottacere fatti e questioni che richiederebbero la massima trasparenza”.

“Il gruppo consiliare del Partito Democratico – si legge in un’altra nota diffusa dal gruppo d’opposizione sempre nella giornata di oggi – nell’apprendere durante la Conferenza dei capigruppo convocata in data odierna, della decadenza di un consigliere comunale per una sentenza di condanna in primo grado, esprime sconcerto e sottolinea la gravità del ritardo con cui emerge la posizione”.

“Intendiamo rimarcare che a seguito delle autodichiarazioni ad inizio consiliatura, era stata prodotta una prima istruttoria dalla quale risultavano convalidabili tutti i consiglieri comunali. In questo caso ci troviamo di fronte addirittura ad una fattispecie di incandidabilità, non dichiarata dal consigliere, ma tantomeno verificata dalla lista di appartenenza al momento della presentazione delle candidature”.

“Questo nuovo accadimento – prosegue la nota – segue quello altrettanto grave relativo alle morosità di alcuni consiglieri comunali, anch’esso emerso dopo la convalida degli eletti. E’ bene sottolineare che gli atti adottati dal consiglio sono stati votati alla presenza di consiglieri su cui pendevano situazioni di incompatibilità per morosità poi onorata, fatta salva la falsa dichiarazione dei singoli, ed oggi anche di incandidabilità. Concludiamo sottolineando che il consigliere di cui emerge oggi la posizione di incandidabilità, riveste l’importante ruolo di capogruppo di Forza Italia, seconda forza politica della coalizione di centro destra. Auspichiamo che il rispetto della legalità chiesto a gran voce in passato, venga confermato anche nelle intenzioni odierne della maggioranza”.

Infine, sulla vicenda interviene anche Alessandro Gentiletti (SC). “La notizia della decadenza del capogruppo di Forza Italia in ragione della Legge Severino, rappresenta l’ennesima pagina buia e conferma ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, l’inaffidabilità dell’attuale maggioranza di governo a rappresentare il rinnovamento, il cambiamento e la discontinuità con il passato. Ritengo quanto accaduto gravissimo – dice Gentiletti – e mi associo alle dichiarazioni del presidente De Luca sulla necessità che quanto prima la commissione di garanzia e controllo sia operativa e posta in grado di tutelare le istituzioni”.