E’ ovviamente di diverso parere il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati che, intervenendo nel dibattito sollevato dal decreto mielleproroghe, spiega che “l’emendamento al Bando Periferie è già stato unanimemente condiviso da tutti gli eletti umbri a Palazzo Madama, giacché ogni parte politica lo ha votato, salvo poi menare il can per l’aia nelle ore seguenti, alcuni di costoro sostenendo di non aver capito cosa stessero decidendo. Il Governo Conte – aggiunge Liberati – ha salvato i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100: questi erano e restano immediatamente esecutivi”.

“Gentiloni – prosegue il consigliere del M5S – aveva finanziato il Bando per metà dell’importo complessivo: la norma in base alla quale sono state assegnate tali risorse (comma 140) è stata oggetto di pronuncia di illegittimità costituzionale (sentenza n. 74 del 2018).

Gran parte dei bandi finanziati e che hanno ottenuto punteggi anche molto bassi non sono infatti riqualificazioni, ma presentano forti carenze progettuali e programmatorie. Tantomeno sono esecutivi.

Il nuovo Governo – conclude il consigliere pentastellato – ha perciò deciso, politicamente e giuridicamente, di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019, non solo per alcuni Enti locali, ma per tutti, con un criterio di premialità e di equità.

In ogni caso, il Bando periferie, tolti i 24 progetti immediatamente esecutivi, ferme restando le risorse complessivamente stanziate, viene solo posticipato, sottoponendo a verifica i progetti e prevedendo il rinnovo delle convenzioni”.