Il momento non è stato scelto a caso da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil per interrogarsi su “Quale sanità per gli anziani nella provincia di Terni?”, iniziativa che si è tenuta questa mattina, 27 giugno, nella sala degli edili a Terni finalizzata a fare un focus sulla situazione attuale, ma soprattutto a ribadire il ruolo attivo del sindacato nelle politiche sanitarie territoriali. Il riferimento iniziale è stato al piano sanitario regionale 2018-2020, che per i sindacati dei pensionati sembra mettere al centro la persona, con le proprie difficoltà e necessità di un servizio universale.

Dalle parole ai fatti. Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil (rappresentati rispettivamente da Luigino Mengaroni, Flavio Confaloni e Giorgio Piantoni) hanno puntato l’attenzione sui servizi sanitari erogati nella provincia di Terni, che vanno salvaguardati anche se “mancano di personale medico e infermieristico, di posti letto e di risposte immediate. I tempi di attesa sono inaccettabili –hanno sottolineato-, ormai le strutture non sono più adeguate alle esigenze del territorio”.

La situazione di criticità è stata registrata anche per l’ospedale di Orvieto. “Situazione che si aggrava soprattutto se viene considerato il fatto che si trova in una posizione di confine con il Lazio”. Per il nuovo ospedale di Narni e Amelia poi, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil richiedono interventi certi per riuscire a rispondere alle esigenze di un’utenza che comunque è numerosa.

Riorganizzazione ma anche utilizzo maggiore e migliore dei macchinari in dotazione per salvaguardare una sanità pubblica, che deve restare una ricchezza per la collettività a difesa anche delle fasce più deboli della società. In quest’ottica i pensionati richiamano l’annosa questione delle liste di attesa, “che impediscono in molti casi di poter effettuare le visite nel distretto di propria appartenenza o addirittura inducono il paziente a doversi rivolgere a strutture private e quindi a pagamento”. Per i sindacati quindi c’è la necessità di un maggior dialogo tra Asl e Aziende Ospedaliere, ma anche tra Asl e medici di famiglia.

Da programma, gli interventi del presidente dell’Anci regionale, Francesco De Rebotti, che ha sottolineato ai presenti la volontà di aprire un tavolo concertativo con il Comune di Terni riguardante il tema della sanità. Sulla qualità dei servizi e sulle riorganizzazioni in essere nelle strutture ad oggetto dell’incontro ha fatto riferimento Imolo Fiaschini, direttore Asl 2 Umbria.

“Più attenzione alla persona e meno burocrazia”. A chiudere i lavori il segretario nazionale Fnp Cisl Loreno Coli che ha sottolineato l’importanza di iniziative come quella di questa mattina a Terni per essere protagonisti del cambiamento anche attraverso una sana pressione da rivolgere alla politica per affrontare in maniera costruttiva sia la questione sempre più attuale dell’invecchiamento progressivo della popolazione che ha ricadute anche in termini di non autosufficienza. A fronte della carenza del personale medico, il segretario ha rappresentato la necessità di rivedere il numero chiuso nelle università di medicina. Su questi temi, le organizzazioni sindacali dei pensionati auspicano un confronto con il Governo.