“Sul piano personale ho sentito il peso della responsabilità e l’interrogativo costante di verificare la concreta possibilità di un percorso di aggregazione ma nonostante il convinto impegno e la generosa disponibilità ad una scelta di autentico servizio sono giunto alla conclusione che tale obiettivo non è stato possibile conseguirlo. Ciò mi induce, soprattutto per coerenza, a ritenere di dovermi fermare qui”: Massimo Piccioni annuncia così la rinuncia alla candidatura a sindaco di Terni per il Pd, dopo che il partito gli aveva chiesto la disponibilità a presentarsi alle prossime elezioni amministrative.

“In primo luogo ringrazio il Partito democratico per la richiesta giunta inattesa e inaspettata” scrive Piccioni in una nota in cui rivolge un ringraziamento, anche alle “altre organizzazioni politiche, le associazioni e soprattutto le persone che mi hanno incoraggiato ad andare avanti”. “In questi ultimi giorni – aggiunge – ho solo cercato di capire i problemi della città, a cominciare dalle ‘fragilità’ presenti, a partire dagli ‘ultimi’, e le possibili soluzioni secondo un cronoprogramma di priorità; ma ho anche constatato la voglia, il desiderio e la disponibilità all’impegno, a partire da temi quali il lavoro, l’ambiente e la sicurezza”. Secondo Piccioni “ci sono le condizioni per una ripresa sociale, economica e morale” della città. “Ma – continua – “presupposto fondamentale è l’ unità di tutte le forze vive e rappresentative della città, a partire dalla coesione di tutte le espressioni del centro-sinistra, in grado di valorizzare ciò che unisce piuttosto che le diversità. In tale contesto la città chiede risposte chiare ed urgenti che siano parte di un progetto in cui siano delineate le strategie per la Terni del futuro, con il coinvolgimento di tutte le peculiarità e le potenzialità patrimonio della nostra città. La complessità del quadro attuale esige, pertanto, competenze ed unità ed una straordinaria capacità di innovazione”.