Il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, presenti anche la dirigente finanziaria, Gioia Rinaldi ed il segretario generale, Francesco Grilli, ha incontrato nei giorni scorsi – in via d’urgenza – a Palazzo Bazzani, i rappresentanti di tutte le sigle sindacali per esporre la situazione finanziaria dell’ente venutasi a creare in questi giorni a seguito della decisione del ministero dell’interno di non sbloccare i trasferimenti statali alle Province, contrariamente a quanto era stato concordato insieme all’Upi nazionale, per quelle amministrazioni che avevano approvato i bilanci.

Il presidente Lattanzi, ricordando che la Provincia di Terni era fra quelle in Italia ad averlo fatto nel 2017, in attesa della definizione del piano di riequilibrio 2015-2016, ha informato i sindacati che la decisione del ministero impedisce all’amministrazione di incamerare risorse per 22 milioni di euro. “Il nuovo scenario – ha dichiarato Lattanzi – rappresenta una forte criticità per la nostra Provincia e ne prefigura, se non sopravverranno nuovi fatti, la prossima paralisi amministrativa.

In questo scenario del tutto inedito e non preventivabile, visti gli accordi e le intese precedenti – ha aggiunto il presidente – la Provincia si troverà presto ad essere nell’impossibilità di garantire i servizi al cittadino. La nostra rete stradale – ha sottolineato durante la riunione – versa in condizioni preoccupanti, tutti i giorni riceviamo lamentele e proteste da parte di cittadini e automobilisti. Senza le risorse le manutenzioni ordinarie e straordinarie non si potranno fare e la stessa cosa vale purtroppo per l’edilizia scolastica e quindi per i tanti edifici che ospitano le scuole superiori e che sono di nostra competenza”.

Il presidente ha detto ai sindacati anche di aver informato il prefetto di Terni, Paolo De Biagi, al quale ha sottolineato la forte preoccupazione per la nuova situazione, soprattutto in merito alla possibilità di garantire i servizi pubblici erogati dall’ente. “Senza una garanzia finanziaria – ha concluso Lattanzi – non potremo continuare a lungo ad utilizzare strumenti quali le anticipazioni di cassa e dovremmo, insieme ai sindacati, valutare la situazione per verificare i provvedimenti da assumere”.

Durante la riunione, la delegazione provinciale e i sindacati hanno rimarcato che gli esiti del referendum costituzionale hanno mantenuto il ruolo e lo status delle Province italiane e che in base alla delibera della Conferenza Stato-Città sulla inapplicabilità del 141 Tuel a Province e Città metropolitane, nel caso di mancata approvazione dei bilanci, le amministrazioni provinciali non sono commissariabili.