Leopoldo Di Girolamo, non è più sindaco di Terni. Le sue dimissioni, presentate dopo che le sezioni riunite della Corte dei conti avevano respinto il ricorso del Comune contro la bocciatura del piano di riequilibrio dell’ente, sono infatti divenute, oggi, “efficaci e irrevocabili”.

Il Consiglio comunale, era stato nuovamente convocato, stamane, a palazzo Spada, in via d’urgenza, per il voto sul dissesto finanziario che però non c’è stato per mancanza del numero legale. Il Prefetto, Paolo De Biagi, ne ha preso atto dando avvio al procedimento di scioglimento dell’assemblea municipale disponendone la sospensione con effetto immediato in attesa del perfezionamento della procedura.

La comunicazione prefettizia è stata letta dal Presidente Giuseppe Mascio in un aula praticamente deserta. Era presente, però, Lepoldo Di Girolamo, che ha assistito seduto in una posizione più defilata rispetto ai banchi della giunta. Il Prefetto di Terni ha così nominato commissario il prefetto Antonino Cufalo, cui sono stati conferiti i poteri del Sindaco, del Consiglio Comunale e della Giunta.

Antonino Cufalo, siciliano 65enne nativo di Ribera, in provincia di Agrigento, vanta una lunga carriera alle spalle culminata, nel 2015, con la nomina a vice capo della Polizia e Direttore centrale della polizia Criminale.

Nel frattempo, lo stato di dissesto del Comune di Terni dovrà essere deliberato da un commissario ad acta (non è ancora chiaro se sarà lo stesso Cufalo). Successivamente verrà nominato l’Organo straordinario di liquidazione, formato da tre membri, che per i prossimi cinque anni si occuperà della situazione debitoria di Palazzo Spada.