Dimissioni confermate. Ad annunciare la decisione, sicuramente travagliata e presa dopo un lungo ed estenuante confronto politico, è stato lo stesso sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, intervenendo in apertura dell’odierna seduta del Consiglio comunale. Il primo cittadino aveva annunciato le proprie dimissioni il 30 gennaio scorso, con una lettera al presidente dell’assemblea municipale, Giuseppe Mascio, dopo che le sezioni unite della Corte dei Conti avevano respinto il ricorso del Comune contro la bocciatura da parte della magistratura contabile dell’Umbria del piano di riequilibrio finanziario dell’ente.

“E’ una decisione molto sofferta – ha spiegato nel suo intervento Di Girolamo – come lo sarebbe per chiunque fosse stato chiamato dal libero voto dei cittadini a guidare e rappresentare la propria città. Forse lo è ancor più per chi – ha proseguito – come me, ha sempre cercato di esprimersi, nella vita pubblica e in quella privata, seguendo l’etica della responsabilità. Quella che porta a collocare il proprio interesse personale e politico solo all’interno di quello più generale”.

“Quella di oggi – ha detto Di Girolamo – è una sconfitta di cui mi assumo la responsabilità, senza inutili scaricabarile” sottolineando comunque che la maggioranza gli avrebbe messo a disposizione i voti per andare avanti.

“Ho provato ad ascoltare quello che veniva dalla città sia in termini politici sia sociali – ha aggiunto il sindaco – ma nel percorso di questi ultimi giorni mi sono convinto che non ci siano le condizioni per seguire la strada del dissesto guidato, con un governo cittadino autorevole che accompagni politicamente l’azione di risanamento in carico ai futuri organismi straordinari di liquidazione. Per questo ho inteso confermare le mie dimissioni”.

Di Girolamo, in un discorso di circa mezz’ora, ha ringraziato la presidente della Regione Catiuscia Marini e quella che ha definito la “sua maggioranza”. Parlando del piano di riequilibrio di bilancio bocciato dalla Corte dei conti, Di Girolamo ha spiegato di averlo “ritenuto lo strumento più idoneo” per recuperare il disavanzo e consegnare “alle prossime amministrazioni un bilancio stabilizzato”. Si è quindi detto “colpito della severità” con cui la Corte dei conti dell Umbria e quella nazionale lo hanno respinto. Ho ritenuto giusto comunicare qui le dimissioni – ha sottolineato – e non in una conferenza stampa perché – ha detto ancora leopoldo Di Girolamo – ritengo sia dovere di tutti, tanto più del sindaco, coltivare pienamente il rispetto dei luoghi delle istituzioni perché i governi, nel gioco democratico, possono e debbono cambiare ma le istituzioni restano e vanno oltre la contingenza”.

Ora, la prospettiva che prende sempre più corpo è quella dell’arrivo del commissario profettizio e dei tre commissari ministeriali con il voto anticipato forse nella primavera prossima, fra la fine di maggio e l’inizio di giugno.

Nulla di fatto, invece, per quel che riguarda la votazione sul dissesto rinviata a causa della mancanza del numero legale. L’assemblea municipale di Palazzo Spada, è stata così sciolta anticipatamente dal Presidente Giuseppe Mascio e nuovamente convocata per domani pomeriggio a partire dalle 15,30.