Con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione delle opposizioni, la Terza commissione consiluare regionale ha espresso parere favorevole alle modifiche del regolamento regionale della legge ‘23/2003’, che detta norme di riordino in materia di edilizia residenziale sociale, ed ha approvato varie relazioni inerenti le clausole valutative di alcune leggi regionali, dando il via libera alla presa d’atto di tali documenti da parte dell’Assemblea legislativa umbra.

I cambiamenti al regolamento sull’assegnazione delle case popolari si erano resi necessari dopo le modifiche approvate dall’Aula e quelle apportate su scala nazionale in questa materia. Le principali novità riguardano l’introduzione del concetto di attività lavorativa stabile ed esclusiva o principale nel territorio regionale per avere diritto a un alloggio popolare, la deroga a favore dei coniugi o conviventi separati o divorziati il cui alloggio viene assegnato all’altro coniuge e l’eliminazione della procedura che consentiva il distacco del richiedente dal nucleo familiare di origine per costituire un nuovo nucleo familiare in quanto in contrasto con le nuove norme relative al calcolo dell’Isee, che non prevede più il cosiddetto Isee da prestazione.

Successivamente sono stati votati atti da sottoporre all’Assemblea per il solo esame contenenti relazioni sulle clausole valutative di alcune leggi regionali. Con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione delle opposizioni sono state approvate la relazione relativa all’anno 2016 sullo stato di attuazione degli interventi per le famiglie (Testo unico in materia

di sanità e Servizi sociali); la relazione sullo stato di attuazione della legge ‘12/1995’ (che prevede agevolazioni per favorire l’occupazione giovanile con il sostegno di nuove iniziative imprenditoriali); la relazione sul sistema regionale dell’istruzione e della formazione professionale (legge ‘30/2013’); la relazione sullo stato di attuazione della legge ‘16/2013’ che si occupa della prevenzione delle cadute dall’alto. Infine, all’unanimità, è stata approvata la relazione riferita agli anni compresi dal 2013 al 2016 sullo stato qualitativo, quantitativo ed economico del sistema dei servizi per la prima infanzia (legge ‘30/2005’).