Giornata “campale”, quella odierna al consiglio comunale di Terni. Tanta tensione e tanta folla per capire come si sarebbe andati avanti dopo il mancato accoglimento, da parte delle sezioni riunite della corte dei conti dell’Umbria, del ricorso presentato dal Comune circa il mancato accoglimento del piano di rientro dal dissesto. Intanto, si è partiti dalla “surroga” del dimissionario (per motivi di lavoro) consigliere del Pd Andrea Zingarelli con Giuliano Rossi che, subentra nell’assemblea di Palazzo Spada, dopo la rinuncia di Giorgio Finocchio. Poi si è andati avanti in clima davvero pesante, caratterizzato da urla ed esibizione di cartelli di protesta da parte delle minoranze e di singoli cittadini. Maggioranza e opposizione sono andati ai “ferri corti” in particolare sull’ordine dei lavori da seguire. Ovvero, se discutere immediatamente la pesante situazione del Comune con le annunciate dimissioni del sindaco Di Girolamo, o rinviare il tutto alla seduta che verrà dedicata al dissesto. In un’aula “surriscaldata” è passata la seconda opzione, grazie ai voti – 15 in tutto, sindaco Di Girolamo compreso – del centrosinistra. Immediato e duro l’attacco delle minoranze. Dopo lo scioglimento della seduta di oggi, deciso a maggioranza, il consiglio – su richiesta del centrosinistra – ha votato anche l’annullamento delle sedute assembleari già convocate per domani e dopodomani, martedì 30 e mercoledì 31 gennaio.