Partire dai crimini e dalle responsabilità del passato – pesantissime quelle italiane – per prevenire qualsiasi tentativo di riabilitare parole, pratiche e ideologie criminali come il nazismo e il fascismo: è stato questo il filo conduttore dell’iniziativa che la Cgil di Terni, insieme allo Spi Cgil, ha messo in campo oggi, a Palazzo Spada, in occasione delle celebrazioni per il giorno della memoria. “Il razzismo è stato una delle linee teoriche alla base del fascismo sin dalle sue origini – ha spiegato il professor Angelo Bitti, docente di storia – e anche Terni ha fatto la sua parte come si evince dalla lettura del giornale fascista Acciaio che a partire dal 1938 dedicò grande attenzione alla questione della superiorità e della purezza della razza italiana (concetti che incredibilmente qualcuno ripropone oggi) e della sua preservazione, rivolgendo accuse ed attacchi pesanti ai circa 60 ebrei residenti sul territorio provinciale (“coltello alla gola della patria fascista”) tanto da guadagnarsi un encomio speciale del duce in persona”.

Dunque, quando si ricorda la Shoah e gli altri stermini perpetrati dal nazismo non si può nascondere la grande responsabilità del fascismo italiano che – come ha detto Primo Levi – ha avuto in Auschwitz la sua piena realizzazione. “Guardiamo con grande preoccupazione alla perdita della memoria storica e al riaffacciarsi di simboli e ideologie che la nostra Costituzione ha messo al bando – ha detto il segretario generale della Cgil di Terni, Attilio Romanelli – per questo pensiamo che sia importante fare memoria e farla soprattutto insieme alle nuove generazioni, per coltivare quegli anticorpi antifascisti e antirazzisti che da sempre difendono la nostra comunità”.