Si profila il dissesto finanziario per il Comune di Terni, dopo la bocciatura di ieri, da parte delle sezioni riunite della Corte dei conti, del piano di riequilibrio finanziario presentato dall’amministrazione.

In base alla normativa, la sezione regionale della magistratura contabile, ricevuti gli atti relativi alla procedura dalle sezioni unite, dovrà inviarli alla prefettura, che a sua volta li notificherà ad ogni singolo consigliere comunale. Entro il ventesimo giorno dall’ultima notifica, l’Assemblea cittadina dovrà quindi riconoscere o meno il dissesto con una propria delibera. Nel caso del riconoscimento verrà quindi nominato dal prefetto l’Organo straordinario di liquidazione (formato da tre membri per i Comuni sopra i 5.000 abitanti), che avrà il compito di gestire le procedure per ripianare i debiti. Nel frattempo gli organi amministrativi, e dunque sindaco, giunta e consiglio, potranno rimanere in carica per la gestione ordinaria dell’ente. Qualora il dissesto non venisse riconosciuto dal Consiglio entro i 20 giorni previsti o il sindaco decidesse di presentare le dimissioni, da confermare sempre nel termine dei 20 giorni, è prevista invece la nomina di un commissario prefettizio.

Quella dell’invio dei commissari che si occupino del piano di riequilibrio, è una procedura già adottata in altri comuni italiani alle prese con gravi problemi economico-finanziari, come quelli presenti al comune di Terni.