“Le dichiarazioni attribuite ad AST sul possibile rinvio al 2020 dell’avvio del progetto di smaltimento di una parte delle scorie delle acciaierie di Terni, senza conferimento in discarica e secondo il brevetto che ne prevede il riuso, destano preoccupazione”. A dirlo è il Senatore del Pd Gianluca Rossi in una propria nota. “Nessuno, infatti – prosegue – può sottovalutare gli effetti che una simile prospettiva determinerebbe sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista industriale, essendo quella data la stessa che a suo tempo fissò il CEO di Thyssen Krupp Heisinger per la vendita di AST da parte della multinazionale tedesca. Per queste ragioni – spiega ancora il Senatore Rossi – sollecito anch’io l’azienda e la commissione da essa costituita per le procedure di selezione del soggetto a cui affidare lo smaltimento delle scorie, perché facciano chiarezza su tempi e modalità di realizzazione del progetto. Si è perso, infatti, fin troppo tempo che rischia di incidere anche sul destino di una eventuale vendita dello stabilimento, tenuto conto degli effetti ambientali sulla conca ternana del continuare a conferire in discarica la totalità delle scorie prodotte, i limiti autorizzativi e l’autonomia della stessa discarica. La scelta infatti di un plauder internazionale di riferimento del mercato dell’inossidabile non dipenderà solo dalla competitività del sito produttivo ternano ma anche da questi fattori, e per tali ragioni – conclude il senatore del Pd – sollecito il Governo nazionale a tenere insieme, nell’incontro che è stato richiesto dalla Regione Umbria, tutti questi aspetti decisivi per il futuro delle acciaierie di Terni e della qualità ambientale dell’area ternana.”