“Con il progetto del ‘cantiere complesso’ abbiamo voluto applicare metodi mai sperimentati prima per affrontare il problema della sicurezza nei cantieri edili, coinvolgendo datori di lavoro e lavoratori: i positivi risultati confermano la validità del modello per la sicurezza, la prevenzione e la promozione della salute e pertanto auspichiamo che possa essere adottato nei cantieri umbri, a cominciare da quelli che saranno avviati nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla Sicurezza nei cantieri, Giuseppe Chianella, intervenendo al convegno su “Progetto Cantiere complesso: bilancio dell’esperienza e presentazione del modello applicato” che si è svolto oggi a Terni, durante il quale sono stati illustrati e condivisi con tutti i soggetti che operano nel settore della sicurezza sul lavoro i risultati del progetto realizzato, nell’ambito del Piano regionale di prevenzione 2014-2018 della Regione Umbria, attraverso la collaborazione fra Inail Umbria, Cesf (Centro edile per la sicurezza e formazione) di Perugia e Tesef (Terni edilizia sicurezza e formazione).

“La sfida che ci poniamo – ha detto Chianella – è quella di prevenire ed evitare gli infortuni sul lavoro in un settore, quale quello delle costruzioni, che è ad alto rischio: in Umbria, stando agli ultimi dati Inail disponibili, nel 2015 circa 700 infortuni, cioè il 10% del totale complessivo, sono accaduti in edilizia. Una percentuale che sale al 14% se si considerano gli infortuni gravi e al 17% per gli infortuni mortali. Tuttavia, nel periodo 2010-2015, le elaborazioni dei dati Inail mostrano che il fenomeno degli infortuni sul lavoro è in Umbria in costante e significativa diminuzione: il decremento è stato del 55% dal 2010, un calo superiore in Umbria rispetto quello registrato complessivamente a livello nazionale (pari al 49%)”.

“Per dare una più decisa inversione di tendenza – ha proseguito Chianella – abbiamo scelto di sperimentare e validare un modello innovativo di gestione del cantiere destinato alle imprese del settore delle costruzioni finalizzato all’adozione di politiche volontarie di responsabilità sociale e di valorizzazione delle buone prassi in materia di sicurezza e legalità, che si possa replicare in altri cantieri con caratteristiche simili. Sono stati pertanto coinvolti datori di lavoro e lavoratori, facendoli diventare parte responsabile della sicurezza”.

“La sperimentazione – ha ricordato l’assessore regionale umbro – è avvenuta in due cantieri: il cantiere della ricostruzione post-terremoto 2009 a Spina di Marsciano e il cantiere con interventi di consolidamento alla Cascata delle Marmore di Terni, dove sono stati realizzati numerosi incontri formativi e motivazionali che hanno coinvolto tutti i soggetti impegnati nei lavori. Le osservazioni raccolte hanno permesso di acquisire informazioni interessanti “ai fini dell’analisi e alla redazione di un modello di buona prassi esportabile e riproducibile”.