“Dopo la notizia dell’avvio del processo di joint venture alla pari tra ThyssenKupp e Tata Steel servono garanzie sul futuro dello stabilimento Ast di Terni”. Ad affermarlo è la Cgil tramite i propri segretari sia a livello regionale che provinciale, rispettivamente Vincenzo Sgalla e Attilio Romanelli, all’indomani dell’annuncio dell’accordo. Per i due sindacalisti ”la nota interna con cui Thyssen annuncia lo scorporo della divisione Materials e quindi dello stabilimento di viale Brin dall’operazione, non chiarisce quali siano le intenzioni, gli impegni e i progetti per la più importante realtà produttiva della regione, nonché fabbrica strategica nel settore degli acciai speciali per l’Italia, tanto più per la presenza di forni elettrici, che la stessa Commissione Europea considera fondamentali per la compatibilità ambientale delle produzioni. Per questo – proseguono Sgalla e Romanelli – abbiamo interessato immediatamente la nostra segreteria nazionale e chiediamo alla Regione e alle altre Istituzioni dell’Umbria di sollecitare il Governo affinché convochi al più presto, come sarebbe logico in un paese normale, un tavolo con tutte le parti in causa, per conoscere davvero le intenzioni della multinazionale e avere garanzie sul futuro di Ast e dei suoi lavoratori”.